Lunedì, 20 Settembre 2021
Innovazione

Con microbi ed energia solare si può produrre 10 volte più cibo che con le piante

Secondo un nuovo studio grazie alle coltivazioni in bioreattori si potrebbero creare proteine per sostituire alcuni degli alimenti derivanti da piantagioni come la soia, riducendo anche l'impatto ambientale

Raccolta nei campi di soia - foto Ansa EPA/Sebastiao Moreira

Grazie alla combinazione di energia solare e microbi si potrebbero produrre dieci volte più proteine alimentare rispetta a quelle ottenute con coltivazioni come ad esempio quella della soia, con una trovata che avrebbe un netto risparmio ambientale soprattutto rispetto a quello che hanno soprattutto gli allevamenti di bestiame, in articolar modo intensivi, che producono enormi quantità di gas serra.

La scoperta è stata spiegata in uno studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, che rappresenta il primo confronto quantitativo dell'uso del suolo e dell'efficienza energetica tra l'agricoltura tradizionale e i sistemi di produzione microbica a energia solare. Come spiega il Guardian i ricercatori hanno utilizzato i dati sulle tecnologie odierne per calcolare l'efficienza di ogni fase del processo, compresa la cattura di Co2 dall'aria e la trasformazione dei microbi in cibo che le persone potrebbero mangiare, e hanno scoperto che il sistema microbico utilizza solo l'1 per cento dell'acqua necessaria alle colture. Utilizzando l'elettricità dai pannelli solari e l'anidride carbonica dall'aria si può creare energia per i microbi, che vengono coltivati in vasche di bioreattori e poi trasformati in polveri proteiche secche, con cui vengono poi prodotti alcuni alimenti. I microbi sono già utilizzati per produrre molti cibi comuni, come pane, yogurt, birra e Quorn, anche se non tutte le proteine da loro derivate sono complete dal punto di vista nutrizionale per l'uomo, e sul punto c'è ancora molto lavoro di ricerca da fare, secondo altri scienziati.

L'analisi ha stimato che il processo solare-microbico potrebbe produrre 15 tonnellate di proteine da ogni ettaro all'anno, sufficienti per nutrire 520 persone, e secondo gli scienziati questa sarebbe anche una stima prudente. In confronto, un ettaro di semi di soia potrebbe produrre 1,1 tonnellate di proteine, alimentando soltanto 40 persone. E questo avverrebbe anche in nazioni con livelli di luce solare relativamente bassi come quelli del Nord Europa, dove comunque la produzione di proteine microbiche sarebbe almeno cinque volte maggiore rispetto a quella che si ottiene dalle piante. “Pensiamo che gli alimenti microbici siano molto promettenti e contribuiranno maggiormente alla risoluzione della potenziale crisi alimentare”, ha spiegato Dorian Leger, dell'istituto Max Planck di Fisiologia molecolare delle piante di Potsdam, in Germania, che ha guidato la nuova analisi.

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