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"Il genoma editing può salvare la biodiversità, lasciateci fare le prove in campo"

L'Italia punta sulle tecniche di mutagenesi per proteggere i settori agricoli più colpiti dal cambiamento climatico. Ma una sentenza della Corte Ue rischia di fermare questa corsa all'innovazione. L'appello di Confagricoltura

 

Più rapido, più economico e più preciso. Così Deborah Piovan, dirigente di Confagricoltura, definisce i vantaggi del genoma editing rispetto alla mutagenesi tradizionale. Una pratica, quella del genoma editing, di mutagenesi indotta per salvaguardare le piante maggiormente colpite non solo dai cambiamenti climatici ma anche da agenti patogeni esterni. Una nuova tecnica sempre più discussa non solo tra i confini del Bel Paese ma che ha aperto accesi dibattiti tra i banchi del Parlamento Europeo.

Un dialogo che Confagricoltura è pronta ad aprire attorno a un tavolo - afferma Deborah Piovan, dirigente della Confederazione Generale dell'Agricoltura Italiana - con chi si vede preoccupato da questa tecnologia e che molto spesso la associa alla pratica degli OGM. "Chiediamo di poter fare prove in campo - conclude Piovan - per mostrare all'opinione pubblica e alla società di che cosa stiamo parlando".

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