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Martedì, 17 Maggio 2022
Innovazione

La associazioni anti-Ogm all'Ue: "No all'editing del genoma". Che piace all'Italia

I sostenitori delle nuove tecniche: indispensabili per far fronte ai cambiamenti climatici

Stop alla riforma della legislazione degli Organismi geneticamente modificati (Ogm) per facilitare l'editing del genoma. Lo chiedono oltre 80 organizzazioni nazionali, europee e internazionali, che hanno indirizzato una lettera aperta alla Commissione europea. La richiesta è di sospendere l'iniziativa di riforma della legislazione Ue sugli Ogm, fino a quando la Corte di giustizia dell'Unione europea (Cgue) non pubblicherà i suoi chiarimenti sullo status delle nuove tecniche genomiche nel diritto Ue. La decisione della Corte fa seguito ad una richiesta inoltrata dal Consiglio di Stato francese nel novembre 2021.

Questi chiarimenti, si legge nella lettera del Coordinamento, non solo rappresentano uno sviluppo chiave nel dibattito intorno all'iniziativa della Commissione europea sulle nuove tecniche di modificazione genetica, ma “riguardano anche l'applicazione dei principi fondamentali del diritto dell'Ue, come il principio di precauzione e il principio della separazione dei poteri, su cui si basa il diritto alimentare e ambientale dell'Ue”. Secondo le associazioni anti-Ogm, se la Commissione europea decidesse di prevaricare la Corte europea, rischia di elaborare una proposta incoerente con il trattato dell'Unione. In testa ai firmatari figurano Greenpeace, Slow Food Europe ed il Coordinamento Europeo Via Campesina (Ecvc), che qualificano l'iniziativa di riforma della legislazione sugli Ogm come “una chiara spinta alla deregolamentazione nell'Ue”.

In base ad una sentenza della Cgue del 2018, le nuove tecniche genomiche di ibridazione delle piante, o meglio gli organismi derivati con la tecnica della nuova mutagenesi, spesso chiamati “nuovi Ogm”, sono inclusi nella definizione giuridica di Ogm e devono essere regolati come tali nel diritto dell'Ue. Le associazioni sottolineano che è l'industria sementiera e biotecnologica a spingere le istituzioni europee a deregolamentare gli Ogm, mentre le organizzazioni contadine e ambientaliste si battono da anni per i diritti della cittadinanza europea, affinché sappiano cosa viene seminato e cosa arriva sulle loro tavole, restando liberi da Ogm e garantendo ai contadini di restare autonomi rispetto all'industria sementiera.

I sostenitori di queste tecniche, invece, comprese le principali organizzazioni di settore in Italia, ossia Coldiretti e Confagricoltura, le reputano capaci di creare piante più resistenti ai cambiamenti climatici e a ridurre, se non annullare, l'uso di pesticidi chimici. La tecnologia più avanzata al momento, tra l'altro, riguarda il grano, una produzione molto sensibile per il nostro settore agroalimentare. Ad Aprile la Commissione europea aveva deciso di avviare "un ampio e aperto processo di consultazione per discutere la progettazione di un nuovo quadro giuridico sugli Ogm", dopo la pubblicazione di uno studio sulle nuove tecniche genetiche. La ricerca sostiene che queste abbiano “il potenziale per contribuire a un sistema alimentare più sostenibile come parte degli obiettivi del Green deal europeo e della strategia Farm to Fork”. A tempo, stesso lo studio rileva che l'attuale legislazione in materia, adottata nel 2001, “non è adatta allo scopo per queste tecnologie innovative”.

Le organizzazioni contrarie alla revisione evidenziano che, fino alla sentenza del 2018, l'industria delle sementi e delle biotecnologie ha fatto pressione sulle istituzioni per escludere le tecniche genomiche dalla legislazione sugli Ogm, onde evitarne le relative limitazioni. “La riluttanza della Commissione a rispettare il principio della separazione dei poteri e a ritardare la riforma fino ai chiarimenti della Cgue è un'ulteriore prova che le modifiche legislative sono state fatte per favorire i grandi attori dell'industria”, si legge nel comunicato, che prosegue: “Se la Commissione si affretta a presentare una proposta senza incorporare questi importanti elementi, sta agendo nell'interesse di entità private e non rispettando i diritti dei cittadini e degli agricoltori dell'Ue”. Le organizzazioni chiedono quindi alla Commissione europea di sospendere l'agenda dell'iniziativa legale per modificare la legge sugli Ogm, fino alla pubblicazione delle risposte della Corte di giustizia dell'Ue.

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