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Martedì, 4 Ottobre 2022
Economia Verde

In Francia si producono birra e carburanti riciclando le baguette

Centinaia di panetterie le macinano per creare altri prodotti da forno e non solo

Meno baguette calde e croccanti e più pane “intelligente”. Tra crisi economica e lotta agli sprechi alimentari anche i francesi stanno modificando le loro abitudini, dando a un prodotto iconico una nuova vita, sotto forma di pasticceria, biocarburanti e birra ma anche convertendosi a tipologie di prodotti da forno più durature. La quantità di pane che resta invenduto in Francia è enorme, sia nei supermercati che nelle 33mila boulangerie artigianali del Paese. Lo stesso avviene quando le famiglie lo scartano dalle tavole perché ormai induritosi dal giorno prima.

Questi consumi poco accorti derivano anche dall'abitudine dei transalpini di voler mangiare pane caldo e croccante ad ogni pasto. Incide anche la natura stessa delle baguette, che tendono a seccare molto rapidamente, anche a poche ore dall'acquisto, essendo previsto l'uso esclusivo di una tipologia di farina, sale e acqua ed una lavorazione che mal si concilia con la conservazione. Ogni persona butta l'equivalente di nove baguette all'anno mentre i panettieri gettano via fino al 15% della loro produzione giornaliera. Stiamo parlando di 50mila tonnellate all'anno, secondo i dati della federazione nazionale che rappresenta la categoria.

Secondo una nota azienda di macinazione della farina, i prodotti cerealicoli rappresentano un quarto di tutti i rifiuti alimentari. Per ridurre lo spreco i panettieri stanno sempre più spesso macinando le pagnotte invendute in pangrattato. Inoltre la farina riciclata viene utilizzata per preparare il cosiddetto “pain d'hier et de demain “(pane di ieri e di domani) o per creare dolci.

A contribuire a questa svolta c'è stata anche un'innovazione tecnica. Secondo quanto ha ricostruito il quotidiano Le Monde, oltre 250 panetterie hanno acquistato un apparecchio chiamato “Le Crumbler”, del costo di 2mila euro, Franck Wallet, un ex urbanista 38enne di Bordeauxin. Il suo macinino potenziato permette di trasformare 100 chili di pane in un'ora creando quella che lui definisce una "polvere magica" per pane, pasticceria, biscotti e pasta per pizza.

Sempre dalla Francia arriva un'altra modalità di recupero, quella scelta dalla città di Mulhouse, vicino al confine con la Germania e la Svizzera, che quest'estate ha installato dei contenitori per il deposito del pane nelle piazze. La quantità di materiale recuperato è stata tale che il comune, anziché distribuirlo come mangime per animali, ha deciso di inviarlo ai depositi a un'azienda locale per la trasformazione in biocarburante per le centrali elettriche. "Il pane raffermo viene trasformato in metano e diventa elettricità verde", ha dichiarato a le Parisien David Malas, funzionario comunale.

C'è poi chi utilizza il pane per produrre birra, come già avviene anche in Italia. Nel sud-ovest dell'Esagono, l'imprenditore Thomas Lachaniette ha iniziato a collaborare con le boulangerie locali per dare vita a birre artigianali battezzate Les Galopaintes, sfruttando un gioco di parole che combina pain (pane) con galopin, un'antica parola che indica un birbante o un monello.

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