Domenica, 20 Giugno 2021
Innovazione

Un robot distrugge le erbacce nelle coltivazioni, e potrebbe aiutarci a eliminare i pesticidi

Una macchina killer potrebbe supportare i contadini, contibuendo a una rivoluzione agricola per raggiungere la sostenibilità grazie all'automazione e non ai prodotti chimici

Il robot in azione e il suo inventore Ben Scott-Robinson - foto Small Robot Company

Il sogno di ogni agricoltore di liberarsi velocemente delle erbacce nelle sue coltivazioni potrebbe diventare presto realtà grazie all’intelligenza artificiale, senza più bisogno di prodotti chimici anti-parassitari. In Inghilterra è avvenuta la prima dimostrazione del cosiddetto “robot assassino” che è il primo prototipo al mondo in grado di estirpare le singole erbe infestanti nelle colture senza andare ad intaccare la semina. Dick, questo è il nome del dispositivo di intelligenza artificiale, “fa parte della quarta rivoluzione agricola” dicono i suoi ideatori che “porterà automazione e big data nelle coltivazioni per produrre di più e danneggiare meno l’ambiente”. Questo perché, come spiega il Guardian, eliminando le erbacce si riduce l’uso dei pesticidi e di sostanze chimiche. Gli scienziati hanno rassicurato che la precisione del sistema con cui lavora Dick, le cui prove sul campo inizieranno il prossimo ottobre, “non è una minaccia per la crescita delle colture”, visto che il robot riesce a identificare le piante da estirpare utilizzando un sistema di riconoscimento delle foglie. Dick lavora insieme a un altro robot, Tom, che effettua una prima scansione dettagliata del campo da ripulire e invia i dati al motore di intelligenza artificiale Wilma che si occupa di tracciare i bersagli. A questo punto il robot killer può iniziare ad operare e a eliminare tutte le piante contrassegnate come erbacce.

Nonostante gli scienziati abbiano specificato che Dick al momento rimane solo un prototipo e che sono necessari ancora ulteriori sviluppi affinché possa essere messo in commercio, questi test sembrano promettere buoni risultati. “Ci sono state volte durante il periodo di ricerca in cui abbiamo pensato che il giorno in cui avremmo attivato Dick non sarebbe mai arrivato”, ha dichiarato Ben Scott-Robinson, amministratore delegato dell’azienda produttrice Small Robot Company (Src) “questo perché costruire macchine che lavorano nei campi con un alto livello di affidabilità e precisione è difficile”. Per Scott-Robinson “il modus operandi dell'agricoltura sta cambiando e non per produrre grandi quantità di cibo, ma anche in modo da prendersi cura dell’ambiente ". Tom Jewers, che possiede una fattoria di circa 390 ettari nel Regno Unito dove sono stati effettuati alcuni dei test della società Src, ha affermato che “come agricoltori siamo costantemente sotto pressione per utilizzare meno pesticidi” e per questo consiglia l’implementazione di robot perché “si tratta di un cambiamento radicale e un’alternativa sostenibile”. Per quanto riguarda i costi di queste tecnologie sembra che i contadini si ritroveranno ad affrontare cifre più alte di quelle che pagano per i controlli chimici dei parassiti, ma Scott-Robinson ha spiegato che “il prezzo dovrebbe scendere con il lancio del sistema”.

Dick, che è alimentato con la stessa batteria di una Tesla, è dotato di sensori laser per rilevare gli ostacoli e si spegne quando incontra qualcosa di inaspettato. Ha addirittura dei pulsanti rossi di arresto manuale. Per quanto riguarda Tom, che è già pronto per l’uso commerciale, questo robot si muove molto velocemente e fornisce circa sei terabyte di dati al giorno agli agricoltori che possono utilizzarli per individuare i problemi con le loro colture in crescita. È anche dotato di luci Led che permettono il funzionamento anche durante le ore notturne. Anche altre aziende stanno sviluppando sistemi di intelligenza artificiale per la cura delle piante, come per esempio Blue River e Bilberry. L’obiettivo è sempre quello di ridurre l’uso di pesticidi e fertilizzanti. Craig Livingstone, il direttore della fattoria dove si è svolta la dimostrazione di Dick, è preoccupato particolarmente per l'erba nera, la più grande minaccia per il grano nel Regno Unito. "Sta costando una fortuna all'industria e la resistenza agli erbicidi è il problema numero uno", ha detto. "Il robot ci offre una reale possibilità di smettere di utilizzare input artificiali e questo è un grande passo avanti” ha spiegato Livingston.

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