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A Roma arriva il "robot giardiniere" che fa riflettere sul futuro dell'agricoltura (e della biodiversità)

Si chiama AlphaGarden ed è un'installazione a metà tra scienza e arte di Ken Goldberg, professione di ingegneria all'Università di Berkeley. Dietro cui si cela un progetto di ricerca incentrato sul ruolo dell'intelligenza articiale nei campi

Può un robot occuparsi di giardinaggio? E soprattutto, può promuovere la biodiversità in agricoltura operando in terreni con differenti tipologie di coltivazione? La risposta, o meglio, il tentativo di risposta, è in AlphaGarden, un lavoro al confine tra robotica e arte in mostra alla Maker Faire Rome, la fiera europea dell'innovazione in agricoltura che si tiene nella Capitale dal 10 al 13 dicembre.

Cos'è AlphaGarden

L’autore di AlphaGarden è Ken Goldberg, artista americano ad oggi considerato uno dei pionieri delle nuove tecnologie dell’arte. Presidente e professore di ingegneria industriale all’Università della California, Goldberg ha fatto della sua passione per la robotica e l’automazione e il suo interesse per l’arte una missione volta ad avvicinare l’uomo e i robot. L'installazione che espone a Roma sovrappone intelligenza artificiale e naturale, "invitando i suoi spettatori a condurre una riflessione sul mondo e sul posto che l’uomo riserva dentro di sé", si legge sul blog di Maker Faire Roma.  

Ma come è strutturata questa installazione? Il progetto è ridotto all’essenziale nei suoi dettagli, ma molto significativo; una macchina robotizzata dotata di intelligenza artificiale è stata installata su un giardino di 3 metri di lunghezza e 1,5 metri di larghezza presso l’Università della California a Berkley.  Grazie all’intelligenza artificiale e al processo autoapprendimento, questo robot si muove su tre assi e si occupa di questo giardino come farebbe un giardiniere in carne ed ossa. Nel giardino sono presenti sia piante commestibili e sia specie invasive nella creazione di un ambiente ricco in tema di biodiversità. In aggiunta vi è anche un display costantemente aggiornato con i dati sul giardino raccolti e analizzati attraverso il robot nel corso dell’esibizione. 

Lo scopo principale del progetto è dimostrare come e se un’intelligenza artificiale può svolgere compiti complessi come occuparsi di giardinaggio o agricoltura in terreni che presentano diverse specie di piante che crescono tutte nello stesso posto, una accanto all’altra, invece di occuparsi di un’agricoltura monospecie, che è a oggi comunque la tipologia di coltura più diffusa. 

Robot e giardinaggio

"L’agricoltura e l’allevamento sono da sempre tra le attività economiche più importanti al mondo, classificandosi come alcuni tra i mestieri che hanno le radici più a fondo nella storia dell’uomo", si legge sempre sul blog di Maker Faire Rome. Nel corso dei millenni l’umanità ha fatto passi da gigante nell’introduzione di nuove tecnologie per l’agricoltura, l’allevamento e il giardinaggio, non senza diverse problematiche da affrontare. Infatti, poiché la popolazione mondiale continua a crescere a dismisura e le risorse tendono a diminuire sempre di più, è nata l’esigenza di trovare nuovi modi di riuscire a impiegare e nutrire al meglio i terreni a disposizione per produrre cibo, cercando al contempo di utilizzare meno terreno ma producendo più raccolto e aumentando la resa del terreno coltivato. 

In Italia l’agricoltura e il giardinaggio in particolar modo sono ancora tra i settori industriali più produttivi del nostro Paese. Le tecnologie AI potrebbero, oggi, costituire una grande innovazione nel cercare di ottenere raccolti più abbondanti, controllare i parassiti che attaccano  terreni, proteggere il suolo e al contempo generare dei dati statistici per gli agricoltori, ottimizzando l’efficienza della catena di lavoro e migliorando la qualità dell’agricoltura stessa. 

Quali sono i vantaggi 

I robot da giardinaggio provvisti di intelligenza artificiale sono dotati di diverse abilità che consentono di programmarli per controllare sia il dosaggio dei nutrienti che il monitoraggio dell’ossigeno nel terreno, e fungono da misuratori del ph del suolo, con sensori del livello dell’acqua e dell’umidità del terreno. Alcuni modelli presentano, inoltre, ulteriori sensori che consentono di capire di quanta luce ha bisogno una pianta, con quale intensità e molto altro. 

Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale ogni tipo di verdure, frutta, fiori, funghi ed erbe potranno essere coltivati sotto la supervisione costante dei robot che potranno ottimizzare e semplificare così il lavoro dell’uomo. Un altro importantissimo vantaggio è quello di riuscire a produrre più raccolto con meno consumo d’acqua e di risorse in generale. "Dunque non solo vantaggi dal punto di vista economico e funzionale per l’agricoltore o il giardiniere, ma anche una soluzione sostenibile per il pianeta", conclude Maker Faire Rome

L'altro appuntamento

Di innovazione a tutto tondo si parlerà in uno degli eventi che apre la fiera di Roma: l'11 dicembre alle 16, tavola rotonda sul ruolo delle tecnologie per avvicinare i giovani alla terra e combattere lo spopolamento delle aree rurali. All'incontro, promosso da Alex Giordano, docente dell’Università Federico II di Napoli e direttore scientifico del progetto RuralHack, ci sarà anche il ministro per la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano

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