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Giovedì, 26 Maggio 2022
Innovazione

Scoperto un gene che migliora la resa proteica del grano fino al 25%

Merito di uno studio universitario statunitense e britannico. Potrebbe aiutare gli agricoltori a produrre maggiori quantità di frumento e dal contenuto nutritivo più ricco

È stato scoperto un gene capace di migliorare la resa del grano, sia in quantità che in qualità, garantendo un aumento del contenuto proteico fino al 25 per cento. A realizzare la ricerca, pubblicati sulla rivista Science Advances, sono stati i ricercatori dell'Università di Adelaide, in Australia, e del John Innes Center, del Regno Unito. "Si sa poco del meccanismo alla base della resa e del contenuto proteico nella produzione di grano", ha affermato Scott Boden dell'Università di Adelaide, del dipartimento School of Agriculture, Food and Wine, che ha guidato la ricerca. "Scoprire un gene che controlla questi due fattori - continua - ha il potenziale per aiutare a generare nuove varietà che producono grano di qualità superiore”.

Le proteine del grano sono molecole ottenute dai semi del frumento, in una quantità che varia dal 7 al 18%, a seconda delle tipologie, ma in media si aggira intorno al 12%. Si tratta di glutenine, gliadine, albumine e globuline. Il glutine è quello prevalente e può essere trattato in modo tale da ottenere frammenti proteici di dimensioni inferiori e più solubili rispetto a quelli di partenza. Da un lato il loro valore biologico è piuttosto basso, essendo di poco superiore a 50 (contro 100 dell'uovo e più di 150 del latte), ma risultano più digeribili rispetto a proteine di altra provenienza, come quelle del siero di latte, che potrebbero contenere tracce di lattosio ed essere quindi controindicate in caso di intolleranza. Sono caratterizzate inoltre da un basso contenuto in zuccheri e grassi (in particolare del colesterolo) e da un elevato contenuto di acido glutammico.

Questo lavoro rappresenta il primo esempio noto in cui uno screening genetico di una popolazione mutante è stato utilizzato per identificare un gene che controlla lo sviluppo riproduttivo nel grano. “Poiché il grano rappresenta quasi il 20% delle proteine consumate in tutto il mondo, l'impatto di questa ricerca può avvantaggiare in modo significativo la società fornendo cereali con un contenuto proteico più elevato, che potrebbe quindi aiutare a produrre alimenti più nutrienti, come pane e cereali per la colazione". Boden ha spiegato che la variazione genetica identificata fornisce un aumento del 15-25% del contenuto proteico per le piante coltivate sul campo.

La ricerca ha evidenziato che queste varietà migliorate producono anche delle spighette extra, note come spighette accoppiate, per le quali però non è stato ancora rilevato un aumento della resa, ma gli studiosi sperano che questa possa manifestarsi nelle qualità coltivate dagli agricoltori. "L'aumento del contenuto proteico si verifica senza il compromesso di una resa ridotta, quindi questa scoperta ha un potenziale ancora migliore per fornire vantaggi economici agli allevatori e ai coltivatori rispetto al solo aumento del valore nutritivo di per sé'", ha concluso Boden.

Questa scoperta potrebbe avere un impatto positivo sul lungo termine, considerata in particolare la fase complessa che per la sicurezza alimentare globale. Col grano prodotto in Ucraina ma bloccato nei porti del Mar Nero in ragione dell'occupazione russa della fascia costiera, alle aziende agricole viene chiesto di aumentare la produzione per evitare ulteriori incrementi dei prezzi e il pericolo di carestie in alcune aree del mondo più fragili.

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