Agricoltura, il Parlamento punta al riuso delle acque reflue contro la siccità

La proposta legislativa approvata dall'Aula di Strasburgo a larga maggioranza. Secondo la dem Bonafé, se le nuove regole entrassero in vigore, entro il 2025 la disponibilità idrica per il settore sarebbero sei volte quelle attuali

Solo nel 2017, la siccità ha provocato danni all'agricoltura europea pari a 2 miliardi di euro. Una situazione drammatica che rischia di ripetersi in futuro. Ecco perché il Parlamento Ue ha messo a punto una serie di proposte legislative volte a contrastare la scarsità d'acqua facilitando il riutilizzo delle acque reflue per l'irrigazione agricola. 

La nuova legge è stata votata a larga maggioranza dall'Aula di Strasburgo e adesso passerà nelle mani del Consiglio degli Stati membri. Il Parlamento propone di fissare standard minimi di qualità da rispettare per il riutilizzo dell’acqua destinata all’irrigazione agricola. Nel testo, si stabiliscono inoltre gli obblighi per gli operatori della produzione, della distribuzione e dello stoccaggio, nonché le misure di gestione del rischio.

L'acqua recuperata (ovvero le acque reflue urbane che sono state trattate in un impianto di bonifica) sarà utilizzata per irrigare colture alimentari, colture alimentari trasformate e colture non alimentari. La Commissione dovrà valutare entro cinque anni se l'acqua recuperata può essere utilizzata in altri modi.

Secondo i deputati, gli Stati membri possono nel frattempo consentire che l'acqua recuperata possa essere utilizzata in altri modi, come il riutilizzo dell'acqua industriale e per scopi ricreativi e ambientali, a condizione che la salute umana, gli animali e l'ambiente siano completamente protetti.

"Dobbiamo muoverci verso un'economia circolare, anche nel modo in cui usiamo e riutilizziamo l'acqua", ha dichiarato la relatrice del testo, la deputata del Pd Simona Bonafé. "Potremmo potenzialmente riutilizzare 6,6 miliardi di metri cubi di acqua entro il 2025, rispetto agli attuali 1,1 miliardi di metri cubi all'anno - aggiunge - Ciò richiederebbe un investimento inferiore ai 700 milioni di euro e ci permetterebbe di riutilizzare più della metà dell'attuale volume di acqua proveniente dagli impianti di trattamento delle acque reflue dell'Ue teoricamente disponibili per l'irrigazione, evitando più del 5% di estrazione diretta dai corpi idrici di rifiuti e dalle acque sotterranee", ha concluso.

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