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Lunedì, 5 Dicembre 2022
La svolta

Negli Usa arriva la carne sintetica. E anche l'Europa muove i primi passi

Bruxelles aspetta per l'anno prossimo la prima richiesta di autorizzazione. Molto più avanti le procedure per "bistecche" con proteine a base vegetale

Sulle tavole degli Stati Uniti si potrà mangiare presto "pollo" in provetta. La Food and drug administration (Fda) ha approvato per la prima volta un prodotto a base di carne "coltivata" a seguito della richiesta da parte dell'azienda Upside Foods. La decisione potrebbe accelerare gli investimenti in questo settore e mettere pressione all'Unione europea, dove finora nessuna richiesta di autorizzazione è arrivata. Nel 2023 lo scenario potrebbe però mutare profondamente.

Sviluppo rapido

La Upside Foods, fondata nel 2015 a Berkeley in California, è la prima azienda al mondo che produce carne in provetta, in particolare “pollame” e “frutti di mare” sintetici. Nel novembre 2021, ha inaugurato un impianto di produzione su larga scala a Emeryville, in California. Con un'estensione di oltre 16mila metri quadri, l'industria include vasche e tubi alimentati a energia rinnovabile, con l'obiettivo di produrre oltre 22mila chili di carne sintetica all'anno. La carne "coltivata" in laboratorio si ottiene facendo crescere le cellule staminali, recuperate da animali vivi, in una coltura di sostanze nutritive. Il processo di crescita e sviluppo avviene in dei bio-reattori, che rappresentano un ambiente protetto.

Investimenti globali

Il livello tecnologico sta accelerando in tempi brevi, abbattendo progressivamente costi che fino a pochi anni fa erano proibitivi, ma restano comunque superiori rispetto a quelli degli allevamenti tradizionali. Grazie a investitori pronti a credere in questi progetti, lo sviluppo è rapidissimo. La Upside Foods è riuscita a raccogliere fondi per un totale di 608 milioni di dollari, con finanziamenti che provengono tra gli altri dalla Abu Dhabi Growth Fund, Bill Gates, Richard Branson, Kimbal e Christiana Musk, fratello e cognata del magnate Elon. Molte start-up e aziende si sono installate invece a Singapore dopo l'autorizzazione da parte dell'isola-Stato alla vendita di carne sintetica, potendo ricevere fondi e agevolazioni.

Resistenze

Nell'Unione europea la svolta potrebbe arrivare nel 2023. La soffiata proviene da uno scienziato di vertice dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Anche se al momento non sono pervenute domande ufficiali la situazione evolve in fretta. "L'anno prossimo ho l'impressione che potremmo ricevere una richiesta di questo tipo", ha dichiarato al quotidiano Politico Wolfgang Gelbmann, responsabile scientifico senior dell'unità nutrizione dell'Efsa. Rispetto a Singapore e Stati Uniti, l'Ue si sta rivelando meno 'permeabile' alle richieste del settore delle nuove tecnologie alimentari. Sia per una tradizione più solida in termini di tutela dei consumatori e in materia di sicurezza alimentare, sia per la forte spinta da parte di allevamenti e industria lattiero-casearia che hanno un peso importante nel quadro agroalimentare europeo. Pensiamo ad esempio ai mega-allevamenti di maiali in Spagna e in Germania o alla zootecnia intensiva che caratterizza tutta la pianura padana in Italia.

Pro e contro

La carne coltivata viene acclamata da una parte del mondo scientifico, ambientalista e vegetariano come la svolta per una produzione sostenibile senza dover rinunciare al gusto di un hamburger di manzo o di una costoletta di maiale. Un toccasana per l'ambiente e la biodiversità, affermano i suoi sostenitori, dato che eviterebbe tutte le conseguenze connesse alle emissioni di metano che abbondano negli allevamenti intensivi, come pure una serie di questioni etiche derivanti dalla macellazione di un numero impressionante e crescente di animali. Di avviso opposto le confederazioni di agricoltori. "Non è carne ma un prodotto sintetico e ingegnerizzato", spiega in una nota la Coldiretti, precisando che "non salva gli animali perché viene fabbricata sfruttando i feti delle mucche, non salva l’ambiente perché consuma più acqua ed energia di molti allevamenti tradizionali, non aiuta la salute perché non c’è garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare, non è accessibile a tutti poiché è nelle mani delle grandi multinazionali".

Procedure

A Bruxelles sarà la Direzione generale per la Salute a ricevere le eventuali richieste di autorizzazione, per poi trasmetterle all'Efsa. L'Autorità dovrà stabilire se la carne sintetica è sicura e nutriente come quella convenzionale. Il termine legale per una decisione è di nove mesi, fatta salva la possibilità di uno stop dovuto alla richiesta di dati supplementari. Ci saranno poi sette mesi a disposizione della Commissione per presentare una proposta normativa agli Stati membri. Nonostante le reticenze e le opposizioni da parte di alcuni Stati, in primis l'Italia, l'Ue non intende restare indietro in un settore che potrebbe avere una rapida espansione. Anche per questo motivo ad aprile dell'anno prossimo l'Efsa organizzerà un colloquio sulla carne allevata in laboratorio per aiutare l'industria alimentare a capire meglio cosa serve per ottenere l'approvazione di una richiesta.

Proteine vegetali

Pur suscitando meno clamore rispetto alla carne sintetica, l'altra grande svolta in termini proteici è rappresentata dalla cane prodotta dalle proteine delle piante.Questo campo avanza più speditamente anche nei confini europei. Ricercatori e aziende olandesi e danesi hanno lanciato la scorsa settimana una piattaforma di condivisione delle conoscenze chiamata Plant2Food, con l'obiettivo di accelerare lo sviluppo di nuovi alimenti alternativi a base vegetale. Sul piatto ci sono almeno 27 milioni di euro previsti per i prossimi cinque anni. Gelbmann dell'Efsa ha affermato che l'agenzia sta trattando circa 20 richieste di alimenti basati su proteine estratte da ogni tipo di vegetale, incluse foglie di barbabietola, funghi e orzo.

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