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Sabato, 26 Novembre 2022
Innovazione

Perché i vegani sono favorevoli alla carne sintetica

Diverse associazioni stanno promuovendo incontri internazionali con scienziati e rappresentanti industriali. Oltre a salvaguardare gli animali, il loro obiettivo è la difesa dell'ambiente

I vegani dicono sì alla carne “sintetica”, sia per salvare gli animali che come possibile soluzione a problemi ambientali. L'idea viene sostenuta da varie associazioni, quali Gaia, ProVegan ed Europgroup for animals, che in queste settimane si stanno impegnando a sostenere questo prodotto, ancora in via di studio, nel corso di vari simposi in giro per l'Europa, coinvolgendo esperti scientifici, rappresentanti dell'industria e sostenitori. Il futuro del nostro sistema alimentare passa anche da questo tipo di scelte.

A sostegno di questa posizione, gli attivisti presentano due motivazioni principali. Da un lato fanno valere l'impatto negativo sulla salute umana ed animale derivante dal consumo eccessivo di proteine animali. Questa posizione è in effetti sostenuta anche dalla Commissione europea di lotta al cancro (Beca), che ha stabilito come ci sia una relazione tra il consumo eccessivo di carni rosse e derivati (come salumi) e l'insorgere di tumori. Dall'altro lato, i vegani sostengono la produzione di carne "coltivata" anche come soluzione ambientale, perché aiuterebbe a ridurre gli allevamenti intensivi, che contribuiscono in larga parte all'inquinamento atmosferico, a causa della massiccia quantità di metano rilasciato soprattutto dai bovini. Le organizzazioni impegnate in questa battaglia sono però consapevoli che molte persone non sono disposte a rinunciare del tutto al sapore né all'apporto di proteine di origine animale, convertendosi ad una dieta basata solo su frutta e verdura. Vedono quindi nella cosiddetta 'agricoltura cellulare' una strada alternativa, per ottenere maggiori adesioni alla loro causa, senza rinunce troppo restrittive.

Come si "coltiva" la carne

Ma come si produce la carne sintetica? Si tratta di un prodotto proveniente da un animale, ma il cui processo di crescita e sviluppo avviene in dei bio-reattori. Le cellule animali originali sono ottenute da animali vivi attraverso biopsie, e immesse in un laboratorio per permettere loro di svilupparsi in un ambiente protetto. Si otterrebbe del cibo con caratteristiche omologabili a quello di origine animale, ma senza la necessità di mantenere un gran numero di bestie, allevate spesso in condizioni industriali. Altro vantaggio sarebbe quello di diminuire l'uso di antibiotici, mitigando anche i rischi per la diffusione delle zoonosi, una malattia connessa agli allevamenti. La carne sintetica sarebbe inoltre priva di agenti patogeni come la salmonella. D'altra parte, se sono già noti gli effetti di troppi hamburger e salumi nel nostro corpo, si sa ancora poco sugli effetti di questi nuovi alimenti creati in laboratorio.

Secondo le associazioni vegane, il potenziale di questo prodotto è di avere “le proprietà desiderabili della carne prodotta in modo convenzionale”, ma alcuni studiosi dubitano che si possa mai raggiungere una vera equivalenza con la carne vera. "L'agricoltura cellulare presenta molte opportunità promettenti senza creare la distruzione ambientale che la carne tradizionale provoca attraverso il suo uso della terra e dell'acqua", ha detto Mathilde Alexandre, responsabile di progetto di ProVeg.  L'organizzazione ha attivato un'apposita campagna, denominata "Cambiamento della dieta non del clima", lavorando inoltre per ridurre il consumo di carne del 50% entro il 2040. Oltre a voler diminuire l'impatto ambientale che gli allevamenti intensivi hanno sul pianeta, l'obiettivo è di attrarre quei consumatori che non sono disposti ad adottare una dieta esclusivamente vegetale, ma comunque attenti a determinate tematiche, in particolare alla lotta ai cambiamenti climatici.

Interessi economici di una nuova industria

Al momento Singapore rimane l'unico Paese la cui autorità di regolamentazione ha approvato la carne coltivata per la commercializzazione nel dicembre 2020. Nei Paesi Bassi, dove risiedono i principali allevamenti intensivi dell'Unione europea, il governo ha stanziato di recente 60 milioni di euro per sostenere la formazione di un ecosistema intorno all'agricoltura cellulare. Anche la Gran Bretagna ha iniziato a muoversi in questa direzione, quando la UK Research and Innovation ha assegnato una sovvenzione di 1 milione di sterline alla società di Edimburgo Roslin Technologies per sviluppare una propria tecnologia di carne coltivata. Il governo spagnolo, altro Paese con una forte tradizione nella produzione nel consumo di bistecche e salumi, ha assegnato 5,2 milioni di euro a un progetto di carne coltivata, guidato da BioTech Foods. Lo studio indaga gli impatti sulla salute della carne coltivata nella prevenzione del cancro al colon e della dislipidemia, cioè una serie alterazioni della quantità di grassi nel sangue. Rispetto alla maggior parte delle altre tecnologie nei settori biotecnologico e biomedico, la carne sintetica testimonia un passaggio molto repentino dalla fase di studio nei laboratori a quella degli investimenti da parte del settore privato. A dettare tempistiche rapide ci sono i grossi interessi economici connessi all'agricoltura cellulare, dato che si avvierebbe una nuova industria alimentare a cui guardano con grande interesse molti giganti del “food”, come Nestlé, già impegnati nella produzione di appositi prodotti dedicati ai vegani. Con la carne sintetica lo spettro delle possibilità si amplierebbe ulteriormente.

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