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La Brexit rallenta le esportazioni, nel Regno Unito 100mila maiali restano invenduti

La National Pig Association ha scritto al governo chiedendo di risolvere i problemi che stanno causando lungaggini alla dogana, e che rischiano di far perdere importanti mercati come quello tedesco

Oltre 100 mila maiali destinati a essere esportati nell'Unione Europea sono rimasti bloccati nelle fattorie del Regno Unito a causa delle procedure burocratiche diventate necessarie in seguito alla Brexit.

La lettera al governo

La National Pig Association ha scritto al Segretario di Stato britannico all'Ambiente, George Eustice, chiedendo al governo di affrontare i problemi del settore. "Il quadro complessivo è attualmente un enorme sconvolgimento della catena di fornitura per le esportazioni ma di problemi minimi e relativa facilità per le importazioni dall'Unione Europea al Regno Unito", ha affermato il presidente dell'associazione, Richard Lister, secondo cui "questo squilibrio, combinato con altre pressioni del mercato e la pandemia di Covid-19, è una seria minaccia per il nostro settore". Lo squilibrio di condizioni è dovuto che Londra ha concesso un periodo di grazia di sei mesi per l'introduzione dei requisiti doganali per le importazioni dell'Ue, cosa che Bruxelles non ha però ricambiato. Secondo quanto riportato dal Financial Times, le esportazioni di carne di maiale dalla Gran Bretagna all'Ue si sono ridotte a un quarto dei livelli normali in seguito al divorzio.

Mercati europei a rischio

Rob Mutimer, un allevatore di suini della città inglese di Norfolk la cui azienda esporta scrofe in Germania per fare salame, ha lamentato che i ritardi alle frontiere hanno significato che le aziende di salumi europee si rivolgeranno presto ad altri Paesi per avere un approvvigionamento affidabile. "Se non risolviamo questo problema di flusso commerciale, perderemo questi mercati che sono stati quelli con cui ho lavorato per tutta la mia vita. Se i fornitori britannici non sono affidabili, le fabbriche tedesche andranno altrove ", ha detto al giornale finanziario britannico, spiegando che l'interruzione del commercio sta causando costosi arretrati nella sua fattoria, con 2mila maiali che ora aspettano la macellazione, con i costi di mangimi e allevamento che si vanno a sommare alle perdite nelle vendite.

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