Sabato, 25 Settembre 2021
Lavoro

Il Marocco vuole legalizzare la coltivazione di cannabis per esportazione e uso medico

I coltivatori sperano che un piano per legalizzare la pianta per alcuni usi, raderà al suolo quello che definiscono un "muro della paura" che circonda gli agricoltori intrappolati tra povertà e trafficanti

Quasi un milione di persone abita le aree del nord del Marocco, luogo in cui la coltivazione della cannabis è la principale attività economica e dove la pianta è stata coltivata e utilizzata per generazioni. Proprio la scorsa settimana, il governo del Paese ha approvato una legge per consentire la coltivazione, l'esportazione e l'uso della cannabis per la medicina e l'industria. Sembra probabile che la proposta verrà ratificata dal Parlamento, nonostante la questione divida la politica marocchina. Questo cambiamento avrebbe lo scopo di migliorare le condizioni degli agricoltori della regione del Rif, dove il prodotto è stato coltivato per decenni, e permetterebbe loro di attingere a un mercato globale in crescita, quello della cannabis legale. L'agenzia delle Nazioni Unite per la droga afferma che circa 47mila ettari del Rif sono dedicati alla produzione di cannabis e che il Marocco rimane uno dei principali esportatori illegali di droga al mondo.

La voce degli agricoltori

Come ha spiegato Reuters, oltre a dividere la politica, la legge ha diviso anche gli agricoltori. Alcuni di loro temono che questa non riuscirà ad aiutarli a risollevare il loro reddito o a sfuggire a mandati di arresto in sospeso. Altri, vogliono che la legge consenta l’uso ricreativo non solo della cannabis, ma anche della sua trasformazione in resina, l’hashish che è più redditizia. Altri ancora preferirebbero la legalizzazione del prodotto solo a scopo medico e industriale. “Siamo stufi della paura e della segretezza, quello che vogliamo è solo una vita decente”, ha detto all'agenzia Mourabit, abitante del villaggio di Ketama, situato in cima a una montagna che domina i campi di cannabis. “Abbiamo provato a coltivare cereali, ma a causa del clima, la resa non è sufficiente per sopravvivere. La cannabis è tutto ciò che cresce qui”, ha aggiunto Mourabit. Inoltre, l’uomo è preoccupato la nuova legge porterà anche regioni più fertili a iniziare a coltivare cannabis. "Dobbiamo limitare la coltivazione dell'erba alle sue aree storiche", ha detto. Saleh Lakhbech, studente universitario e figlio di un contadino locale, crede che il disegno di legge sia stato inventato "in stanze climatizzate senza consultare gli agricoltori" e pensa che il governo dovrebbe invece investire per costruire un'economia alternativa per la regione. "La cannabis è una maledizione che ci ha marginalizzati per 80 anni", ha detto. Con il calo del prezzo dovuto alla nascita di varietà più economica e ad alto rendimento, il loro reddito è diminuito drasticamente e credono che neanche la nuova legge potrà aiutarli.

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