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Un sommelier - foto archivio Ansa Riccardo Antimiani

Un sommelier - foto archivio Ansa Riccardo Antimiani

Sommelier francesi chiedono di saltare la fila per il vaccino: "Non possiamo perdere olfatto e gusto"

Gli enologi dicono di essere spaventati dal Covid perché gli impedirebbe di portare avanti il proprio lavoro. "È come chiedere a un musicista di suonare senza il suo strumento"

I sommelier francesi hanno fatto appello al governo, chiedendo priorità per i vaccini dopo che molti di loro, a causa dell’infezione da Covid-19 non hanno potuto lavorare per la perdita di senso e olfatto. Lo conferma un sondaggio condotto dall’Unione degli enologi di Francia su quasi 3mila lavoratori del settore. L’indagine ha mostrato che quasi il 70 per cento degli assaggiatori di vino che hanno contratto il virus ha perso il senso dell'olfatto, mentre più della metà ha perso il senso del gusto, influenzando la loro capacità di lavorare. "È come chiedere a un musicista di suonare senza il suo strumento", ha detto Didier Fages, direttore del sindacato. Il sondaggio ha rilevato anche che per il 40 per cento dei professionisti del vino, i cui sensi erano offuscati durante un'infezione, non è stato possibile recuperare completamente le loro capacità.

Come spiega il Telegraph, la richiesta degli impiegati nel settore è che Parigi riconosca quanto per loro il vaccino sia importante. Il sindacato ha scritto una lettera al primo ministro francese Jean Castex chiedendo di “prendere in considerazione misure per facilitare l'accesso alla vaccinazione dei degustatori vino”. “State somministrando dosi a lavoratori ritenuti essenziali, come insegnanti e agenti di polizia. Noi però abbiamo bisogno di saltare la fila per la nostra sussistenza perché la degustazione è al centro della produzione del vino” ha spiegato Fages nella lettera. Lo stesso disagio che stanno vivendo i sommelier francese potrebbe colpire anche chef professionisti, produttori di profumi e altri impiegati di settori in cui gusto e olfatto sono necessari per la buona riuscita del loro lavoro.

Dall'inizio della pandemia, l'industria vitivinicola francese, che contava diversi miliardi di euro, è stata colpita soprattutto dalla chiusura dei ristoranti. A peggiorare la situazione, c’è stato il calo delle esportazioni verso la Gran Bretagna e gli Stati Uniti a causa dalla Brexit e dalle tariffe imposte dall'ex amministrazione Trump. Inoltre, nell’aprile dello scorso anno un'ondata di devastanti gelate primaverili ha rovinato ben l'80 per cento dei vigneti di tutta la Francia, ponendo una delle più grandi minacce per l'industria degli ultimi anni. Il governo aveva promesso 240 milioni di euro per aiutare le aziende a rimanere a galla durante la pandemia. Inoltre, settimana scorsa, Castex ha creato un fondo eccezionale di miliardi di euro per aiutare gli agricoltori e i produttori di vino i cui raccolti sono stati colpiti dal gelo.

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