L'alimentare online ha raddoppiato le vendite nel primo mese di lockdown

Boom degli acquisti sul web. A fare la parte del leone è il settore del cibo, con un netto +227% dal 9 marzo al 5 aprile

Le norme sul confinamento imposte dal coronavirus hanno danneggiato interi settori dell’economia, abbattendosi in modo particolare sul settore della ristorazione e del turismo. Ad avvantaggiarsi di questa situazione è stato, in particolare, il settore delle vendite alimentari online, che ha registrato nel solo primo mese di lockdown un netto +227% di acquisti, raddoppiando il numero di acquisti sul web. L’incremento del volume d’affari si riferisce al periodo dal 9 marzo al 5 aprile.

L'analisi sui prodotti più venduti

L'indagine di mercato, relativamente agli acquisti per generi alimentari effettuati nei punti vendita, vede al primo posto della speciale classifica i condimenti e le conserve (+230%), seguiti dai surgelati (+180%) e dai prodotti della cura della casa (+150%). Il comparto alimentare mette a segno un risultato da record a fronte anche di una crescita complessiva totale e generale degli acquisti di spesa di un 70% delle transazioni digitali registrate nel periodo di studio dell'Osservatorio Consumi di Payback, piattaforma multicanale che combina retail offline, online e mobile del Gruppo American Express, nell'ambito della campagna "#Restaacasa con te". 

Distriubuzione geografica degli acquisti

Gli analisti di settore, interpellati dall’agenzia Ansa, spiegano che gli aumenti hanno avuto una distribuzione disomogenea lungo la penisola in relazione alla diffusione del virus e al susseguirsi degli annunci di progressivo lockdown. Il Nord, in particolare, ha registrato un picco di crescita più marcato nell'ultima settimana di febbraio, pari al +18% rispetto al valore medio di gennaio, mentre dopo il lockdown del 9 marzo è stato il Centro-Sud a registrare una crescita maggiore, raggiungendo un picco di oltre +30%. 

Gli effetti dei provvedimenti

Dall'analisi dei dati giornalieri di spesa emerge anche una rapida reazione dei clienti agli annunci delle misure restrittive: +80% in Lombardia il 24 febbraio (il giorno successivo alla creazione delle prime zone rosse) rispetto alla media dei precedenti lunedì di febbraio, +42% su scala nazionale il 6 marzo (giorno successivo alla chiusura nazionale delle scuole) rispetto alla media dei venerdì di gennaio e febbraio pre Covid-19. Lo studio dell’Osservatorio Consumi, infine, mette in luce, analizzando lo stivale da Nord a Sud, che i dati giornalieri evidenziano "un significativo impatto delle restrizioni al movimento sulle abitudini di spesa con la frequenza di acquisto mensile che cala del 14% e la spesa media che cresce del 26%.

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