Sabato, 25 Settembre 2021
Lavoro

La crisi mette in ginocchio i produttori di birra tedeschi: "Aiuti di Stato o addio alle bionde"

Le aziende scrivono una lettera aperta al governo parlando di "minaccia esistenziale" per il settore con decine di piccole e medie imprese che sono sull'orlo del fallimento

Con i ristoranti e i pub chiusi ormai da troppo tempo e che non si sa quando riapriranno, a causa della pandemia di coronavirus, i produttori di birra tedeschi sono in ginocchio con le vendite che sono ai minimi storici. Per questo hanno chiesto a Berlino di intervenire immediatamente con degli aiuti di Stato per evitare una minaccia "esistenziale" per il settore. Le aziende hanno scritto una lettera aperta in cui affermano che "di settimana in settimana, sempre più birrifici, birrerie con ristoranti e grossisti" affrontano "un bisogno esistenziale non per colpa loro e sono minacciati dalla bancarotta".

In particolare, come riferisce il quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung", nella missiva si sottolinea che mentre il governo federale sviluppava misure di sostegno per la ristorazione, i 1.500 birrifici tedeschi, "con poche eccezioni, sono usciti a mani vuote". Al riguardo, nella lettera i produttori di birra evidenziano: "Stiamo parlando principalmente di aziende di medie dimensioni e artigianali che sono state spesso a conduzione familiare per generazioni, di birrifici sopravvissuti a guerre mondiali, crisi economiche e valutarie". Ora, tali imprese fronteggiano "l'estinzione non per propria colpa". A gravare sul settore è il blocco generale in vigore in Germania dal 16 dicembre scorso al 7 marzo, ma che potrebbe essere esteso.

Per contenere la diffusione della pandemia di coronavirus, il lockdown ha imposto, tra l'altro, la chiusura di ristoranti, bar, caffè, osterie, birrerie, discoteche, club e alberghi. L'industria della birra rivolge quindi un appello al governo federale e agli esecutivi dei Laender affinché adottino misure anticrisi a sostegno del comparto "in maniera specifica, decisa e rapida". Altrimenti, molti birrifici rischiano il fallimento a causa della crisi. Non solo sono in gioco innumerevoli posti di lavoro, ma "anche una parte irrecuperabile della nostra vita sociale e della nostra cultura diversificata".

A causa delle restrizioni anticontagio e del "conseguente crollo del mercato della birra alla spina, i birrifici hanno perso una parte significativa della loro base economica da un giorno all'altro". La produzione da "un valore di molti milioni di euro" che ha superato la durata di conservazione ha dovuto essere eliminata. Per i produttori, le vendite di birra in bottiglia nel commercio al dettaglio "non possono nemmeno avvicinarsi a compensare le massicce perdite di fatturato nel settore dell'ospitalita' e nelle esportazioni".

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