Sabato, 18 Settembre 2021
Lavoro

Boom di formaggi italiani all'estero. Anche grazie all'Europa

Nei primi 4 mesi del 2021, l'export dei prodotti lattiero-caseari made in Italy ha avuto un balzo del 7,5%. A favorirlo l'intesa commerciale tra Ue e Usa e la crescita degli acquisti negli altri Stati europei

E' record storico per gli acquisti di formaggi italiani nel mondo con un balzo del 7,5% delle esportazioni trainate anche dalla riapertura dei ristoranti al livello internazionale. E' quanto emerge dall'analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al primo quadrimestre 2021 che registrano un valore di oltre il miliardo di euro delle spedizioni all'estero. Circa i 2/3 delle esportazioni sono dirette all'interno dell'Unione europea dove si è verificato un aumento dell'8,8% mentre gli Stati Uniti sono il principale mercato di sbocco fuori dai confini comunitari con un balzo del 12%.

Un risultato favorito dall'entrata in vigore l'11 marzo 2021 dell'accordo tra il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente Usa Joe Biden sulla sospensione di tutte le tariffe relative alle controversie Airbus-Boeing che - rileva la Coldiretti - ha eliminato i dazi aggiuntivi del 25% alle esportazioni in Usa di Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone. A pesare sui mercati internazionali è anche il cosiddetto "italian sounding" di prodotti senza alcun legame produttivo ed occupazionale con il nostro Paese. A taroccare il cibo italiano - evidenzia la Coldiretti - sono soprattutto i Paesi emergenti o i più ricchi dalla Cina all Australia, dal Sud America agli Stati Uniti.

L'Italia può ripartire dai punti di forza con l'agroalimentare che ha dimostrato resilienza di fronte la crisi e può svolgere un ruolo di traino per l'intera economia", ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che "per sostenere il trend di crescita dell'enogastronomia Made in Italy serve anche agire sui ritardi strutturali dell'Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo". Una mancanza che ogni anno - continua Prandini - rappresenta per il nostro Paese un danno in termini di minor opportunità di export al quale si aggiunge il maggior costo della "bolletta logistica" legata ai trasporti e alla movimentazione delle merci". Il Recovery Plan - conclude Prandini - rappresenta dunque una occasione unica da non perdere per superare i ritardi accumulati e aumentare la competitività delle imprese sui mercati interno ed estero".

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