Il 'dumping' della patatine fritte, quelle europee a basso costo invadono la Nuova Zelanda

Il governo sta aprendo un'indagine dopo che le importazioni durante il periodo del lockdown sono aumentate addirittura del 50%, mettendo a rischio la sussistenza del settore locale

Foto archivio Ansa EPA/STEPHANIE LECOCQ

Solitamente è l'Unione europea a fare causa a Paesi come la Cina per accuse di dumping, legate all'esportazione a basso costo di materiali come l'acciaio o di tecnologie come quella dei sistemi fotovoltaici. Ora sono invece alcuni Stati membri a finire nel mirino di un'autorità straniera con l'accusa di falsare il mercato immettendovi prodotti a basto costo, anzi un prodotto in particolare, e piuttosto insolito per questo tipo di cause: le patatine fritte surgelate.

La Nuova Zelanda ha aperto un'indagine formale per capire se ci siano state davvero distorsioni dopo che l'organismo che riunisce i produttori locali, Potato New Zealand, ha puntato il dito contro Paesi Bassi e Belgio accusandoli di avere "deliberatamente preso di mira" il mercato locale con le loro patatine fritte surgelate a prezzi scontati poiché il mercato europeo si era in gran parte prosciugato a causa dei lockdown dovuti al coronavirus.

Come racconta il Guardian le esportazioni di patatine fritte congelate dall'Ue all'isola del Pacifico sono aumentate del 50% a giugno e il capo di Potato NZ, Chris Claridge, ha affermato che questi prodotti a buon mercato stavano mettendo a repentaglio gli affari e i mezzi di sussistenza dei suoi membri. È stata anche lanciata una campagna per l'acquisto di patatine fritte locali con l'hashtag #saveourfries e Claridge ha chiesto ai consumatori di iniziare a interrogarsi sulle origini del loro cibo se volevano che i coltivatori neozelandesi potessero sopravvivere.

La Nuova Zelanda è il primo paese a intraprendere un'indagine formale, sebbene gli Stati Uniti e l'Australia abbiano anche chiesto dazi o azioni per limitare quelle che ritengono essere patatine fritte europee a basso prezzo. Anche il South African Vegetable Processors Forum sta facendo pressioni sul governo nazionale affinché adotti misure antidumping contro le esportazioni dell'Ue.

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