Martedì, 27 Luglio 2021
Lavoro

Parigi difende la 'francesità' del Carrefour dall'acquisizione straniera: sovranità alimentare in gioco

Il governo ha posto il veto all'operazione della canadese Couche-Tard. La ministra del Lavoro: "La strategia del gruppo è far lavorare agricoltori e produttori locali, e non deve cambiare"

Il gruppo Carrefour è francese e tale deve rimanere. Il governo di Parigi è entrato a gamba tesa nell'operazione di acquisto del gigante dei supermercati da parte della canadese Couche-Tard. In modo chiaro le preoccupazioni sono state espresse dal ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, che ha detto che "in gioco c'è la sovranità alimentare dei francesi" e si è detto "non favorevole all'idea che Carrefour possa essere acquistato da un concorrente estero". Poi, a dargli cassa di risonanza, è stata la ministra del Lavoro, Elisabeth Borne. "Sono contraria", ha detto ai microfoni della radio transalpina 'Europe 1'. "L'azionariato di Carrefour non deve essere messo in discussione in modo che il gruppo possa proseguire la sua strategia. Il gruppo recita un ruolo molto importante nella nostra sicurezza alimentare", ha aggiunto.

Il veto del governo

In base alle norme francesi sul controllo degli investimenti esteri, l'approvazione del governo è richiesta in alcuni settori strategici, tra cui la vendita al dettaglio di prodotti alimentari, e quindi il no del governo equivale a un veto sull'operazione. “Non siamo favorevoli a questa operazione, lo diciamo con molto rispetto per Couche-Tard e per Carrefour”, ha detto Le Maire, parlando a Bfmtv-Rmc, secondo cui quello di Parigi “è un 'no' cortese, ma chiaro e definitivo”. Se dopo la notizia della possibile acquisizione il titolo Carrefour aveva chiuso nei listini d Parigi con un rialzo del 13,42% a 17,54 euro (ma ha sfiorato anche +20%), il freno messo dal governo ha fatto calare le quotazioni del 3,5% portandolo a 16,5 euro.

L'operazione

L'offerta amichevole ma non richiesta presentata dal gruppo canadese sarebbe intorno ai 16 miliardi di euro e l'operazione era destinata a configurarsi come una fusione tra catene complementari. Carrefour, con i suoi 60 anni di storia e che possiede oltre 12 mila punti di vendita, è specializzata negli ipermercati, nei supermercati, nel commercio all'ingrosso e in quello online. Il gruppo Couche-Tard, che è stato fondato negli anni 80 in Quebec da Alain Bouchard, detiene 14 mila punti di vendita (9.200 negli Usa e 2.700 in Europa), è specializzato nei minimarket, nei fast-food e nelle stazioni di servizio. La loro presenza geografica è complementare. Carrefour opera in America Latina e Couche-Tard nel Nord America, mentre in Europa i francesi stanno a sud rispetto ai canadesi.

Sostenere i produttori locali

Ma alla Francia l'idea dell'acquisizione non è piaciuta perché strategia di Carrefour, ha spiegato il ministro del Lavoro, "è di far lavorare i produttori locali, gli agricoltori locali e con la crisi legata all'emergenza coronavirus abbiamo visto quanto questo sia importante. Avere degli approvvigionamenti in sicurezza è molto importante". Per quanto riguarda l'occupazione in Francia poi Carrefour recita un ruolo molto importante. "Quest'anno il gruppo si è impegnato a creare 15 mila posti di lavoro per i giovani. Proprio per questo la strategia del gruppo e il suo azionariato non devono cambiare", ha sottolineato Borne.

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