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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Lavoro

Alta tensione sulla pesca tra Francia e Uk, Parigi sequestra peschereccio britannico

Le questioni delle licenze per operare nelle reciproche acque dopo la Brexit non è ancora risolta. Il ministro francese: "Dobbiamo parlare il linguaggio della forza, capiscono solo quello"

Non sembra avere fine la diatriba delle licenze di pesca tra Regno Unito e Francia per il post Brexit. La polizia marittima di Parigi ha multato due pescherecci britannici nel corso di controlli in acque francesi. Una delle due imbarcazioni è stata sorpresa a pescare nella baia della Senna senza le autorizzazioni necessarie e per questo è stata scortata al porto di Le Havre, dove il pescato potrebbe essere confiscato e la barca trattenuta. L'altra imbarcazione è stata invece multata per aver opposto resistenza al controllo. Il Regno Unito ha definito la cosa una violazione del diritto internazionale la minaccia della Francia di bloccare le barche britanniche.

Maniere forti

"Le minacce della Francia sono deludenti e sproporzionate, e non sono quelle che ci aspetteremmo da uno stretto alleato e partner", ha fatto sapere Londra in una nota. Ma per Parigi il tempo del dialogo “è finito” e il Paese ha minacciato ''tolleranza zero'' rispetto alle imbarcazioni britanniche. Il ministro degli Affari europei Clemente Beaune intervistato da CNews Tv ha spiegato che ''finora siamo andati avanti con il dialogo, ma ad oggi abbiamo ottenuto la metà delle licenze di pesca. Questo non basta e non è più accettabile''. Per l'esponente del governo di Parigi ''ora dobbiamo parlare il linguaggio della forza poiché sembra essere l'unica cosa che questo governo britannico capisce". La Francia aveva minacciato di interrompere il commercio con la Gran Bretagna dal 2 novembre se alle sue barche non fosse più stato concesso l'accesso alle acque britanniche. Beaune ha affermato che potrebbero essere estesi ulteriori controlli anche ad "altre merci", "rafforzando le nostre procedure e i controlli rispetto alle pratiche attuali".

La questione delle licenze

L'accordo post-Brexit, concluso in extremis alla fine del 2020 tra Londra e Bruxelles, prevede che i pescatori europei possano continuare a lavorare in alcune acque britanniche a condizione di poter dimostrare che vi pescavano prima dell'uscita della Gran Bretagna dell'Ue, ma la disputa si gioca sulla natura e l'ampiezza delle giustificazioni da fornire. Il Regno Unito ha affermato che 1.700 navi dell'Ue sono state autorizzate a pescare nelle acque del Regno Unito e che il 98% delle domande di licenza di pesca è stata accolta. Il Segretario di Stato George Eustice ha ripetuto questa statistica alla Camera dei Comuni, affermando che il Regno Unito "mantiene i propri impegni nell'accordo di commercio e cooperazione". Ma Girardin ha accusato Londra di diffondere false informazioni. "La cifra del 98% delle licenze concesse dal Regno Unito agli europei è falsa", ha affermato. “Solo il 90,3% sono state concesse. Ovviamente, il 10% mancante è per i francesi… Sono nove mesi che i pescatori francesi non sono più in grado di lavorare. È una violazione dei patti, ora basta". All'inizio di questa settimana, la Commissione europea ha dichiarato che il governo britannico ha approvato 15 delle 47 richieste per le imbarcazioni francesi per operare in quelle acque costiere. Sono state esaminate altre 15 domande in cui le prove dell'attività in quelle acque erano limitate, ma 17 domande erano state ritirate dai richiedenti francesi a causa di "scarse prove".

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