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Guerra in Francia tra agricoltori e supermercati: "Ci chiedono sconti, ma con pandemia hanno fatto affari"

L'annuale trattativa tra gli attori della filiera transalpina si è chiusa con un nulla di fatto. La grande distribuzione si difende: "Difendiamo i nostri clienti che non arrivano a fine mese"

Da un lato gli agricoltori, che accusano la grande distribuzione di chiedere sconti sulle forniture in un anno che, a causa dei lockdown per la pandemia, ha visto crescere le vendite dei supermercati. Dall'altro loro, big come Carrefour o Auchan, che invece sottolineano le istanze dei consumatori "che fanno fatica ad arrivare a fine mese" e che patirebbero l'eventuale aumento dei prezzi. Due posizioni che, per il momento, sembrano inconciliabili. Succede in Francia, dove dopo tre mesi di negoziato, gli attori della filiera agroalimentare non hanno trovato un'intesa, con diversi contratti non rinnovati.

Non è la prima volta che il tavolo tra agricoltori, industria alimentare e grande distribuzione finisce in stallo. Ma stavolta a rendere più duro lo scontro c'è la crisi economica legata alla pandemia. Con i produttori si è schierato il ministro dell'Agricoltura Julien Denormandie, che ha definito l'"atteggiamento" delle catene di supermercati "un rischio per la sostenibilità della nostra sovranità alimentare". La federazione nazionale dei sindacati degli agricoltori (Fnsea) e il sindacato dei giovani agricoltori hanno denunciato l'aumento della povertà tra i loro iscritti: da un lato c'è stata l'impennata del costo dei mangimi (che hanno colpito gli allevatori), dall'altro le richieste di prezzi sempre più bassi dalla grande distribuzione.

I distributori, dal canto loro, hanno affermato di voler difendere il potere d'acquisto dei consumatori. "Più di un terzo dei francesi ha difficoltà ad arrivare a fine mese", ha detto il mese scorso all'emittente radiofonica France Info Jacques Creyssel, delegato generale della Federazione del commercio e della distribuzione. "Naturalmente dobbiamo tenerne conto e garantire che non vi sia un aumento massiccio dei prezzi in generale", ha aggiunto, secondo quanto riporta Euractiv.

Per sbloccare l'impasse il governo ha proposto "di uscire dai negoziati annuali" per raggiungere degli accordi pluriennali e l'introduzione di un "indicatore dei costi di produzione per le materie prime agricole che serva da riferimento" nei contratti stessi per assistere i negoziati futuri. Un tale indicatore, secondo il ministero dell'Agricoltura, proteggerebbe meglio gli agricoltori dai capricci dei negoziati annuali.

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