Sabato, 19 Giugno 2021
Lavoro

In Ue si riducono le importazioni di prodotti biologici da Paesi terzi

Nello stesso tempo il mercato comunitario di alimenti bio è cresciuto notevolmente

L'importazione nell'Unione europea di prodotti agroalimentari biologici da Paesi terzi è in diminuzione, nonostante i consumi siano invece in aumento, un segno questo che la produzione interna riesce a sostenere le richieste. Secondo i dati pubblicati dalla Commissione l'import è leggermente diminuito dell'1,9%  tra il 2019 e il 2020. Lo scorso anno sono state acquistate da Stati non comunitari 2,79 milioni di tonnellate di alimenti bio rispetto alle 2,85 milioni di tonnellate dei 12 mesi precedenti.

Dal report dell'esecutivo comunitario si evince inoltre che se sono aumentati gli acquisti di frutta tropicale e riso, questa crescita è controbilanciata da un calo di entrate di altri cereali e zucchero. Secondo l'analisi le materie prime, che comprendono oli vegetali, semi oleosi, zuccheri, latte in polvere, burro, caffè, cacao e cereali, hanno rappresentato il 48 per cento delle importazioni del 2020 in termini di quantità e il 29 per cento in termini di valore. Per quanto riguarda invece altri prodotti primari, tra cui carne, frutta, verdura, latte, yogurt e miele, questi hanno rappresentato il 42 per cento degli acquisti in termini di quantità e il 53 per cento in termini di valore. Per quanto riguarda le principali destinazioni, il volume maggiore di questi prodotti entra ancora nell'Unione attraverso i Paesi Bassi con il 31 per cento delle importazioni che transitano in Olanda. Seguono Germania, Belgio e Francia, con rispettivamente il 18, l'11 e il 10 per cento di alimenti biologici acquistati da Paesi terzi. Inoltre, secondo il report della Commissione i  principali partner commerciali per quanto riguarda le importazioni di prodotti biologici nell'Unione sono l'Ecuador (12 per cento), la Repubblica Dominicana (9 per cento), la Cina (8 per cento) e l'Ucraina (8 per cento). 

Per quanto riguarda le categorie di alimenti, quella di gran lunga più grande è rappresentata da frutta tropicale, noci e spezie che rappresentano il 30 per cento del volume (0,84 milioni di tonnellate). Seguono barbabietole e zucchero di canna con il 7 per cento (0,19 milioni di tonnellate) e ortaggi con il 5 per cento (0,15 milioni di tonnellate).

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