Seimila italiani si offrono come braccianti, ma ne servono 250mila

Tanti italiani hanno risposto agli appelli di Confagricoltura e Coldiretti per andare a lavorare nei cambi a corto di manodopera, ma non abbastanza per assicurare i raccolti

Con la crisi economica e le tante perdite di lavoro dovute al lockdown per fermare la pandemia di coronavirus, sono tanti gli italiani che hanno accetatto di andare a lavorare nei campi dove manca la manodopera stagionale straniera. Tanti ma non certo abbastanza purtroppo per soddisfare la forte domanda. A causa del Covid 19, le organizzazioni agricole registrano una pesante carenza di manodopera, mancano all’appello più di 250mila braccianti. Per questo Confagricoltura ha lanciato Agrijob e Coldiretti Jobincountry, due piattaforme che puntano a mettere in contatto domanda e offerta. Ma al momento hanno ricevuto rispettivamente 3.500 e 3mila adesioni, cifre purtroppo assolutamente inferiori a quelle che servirebbero.

"Ci hanno scritto studenti, ma anche laureati. Molti vengono dalla ristorazione, o dal settore alberghiero. Sono disposti anche a spostarsi", ha raccontato Romano Magrini, responsabile Lavoro di Coldiretti. Le due associazioni chiedono però la possibilità di pagamento atraverso i voucher con una procedura semplificata. A loro avviso i contratti a termine mal si adattano a lavoratori in cassa integrazione o fermi solo temporaneamente, per via del coronavirus.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Bruxelles vuole comprare terreni agricoli nel resto del Belgio per sfamare i suoi cittadini

  • Per i vegani le probabilità di fratturarsi le ossa sono più alte del 40 per cento

  • I prodotti integrali riducono fino a un quarto il rischio di mortalità

  • “Un anno dopo l’incidente dove morirono migliaia di pecore la Romania continua a violare le regole Ue”

  • "Le offerte sottocosto in tempo di Covid stanno facendo chiudere le aziende agricole"

  • 'Guerra delle salsicce' tra Ue e Uk, le carni trattate rischiano l'esclusione dal commercio post-Brexit

Torna su
AgriFoodToday è in caricamento