Mercoledì, 4 Agosto 2021
Lavoro

La nuova emergenza Covid fa aumentare il rischio No Deal, gli agricoltori: "Serve proroga della Brexit"

La scoperta della nuova variante di coronavirus complica anche i negoziati tra Londra e Bruxelles proprio nelle ore decisive per provare a trovare un accordo. La Francia cchiude i confini anche alle merci, file chilometriche di tir a Dover che attendono di imbarcarsi

Camion a Dover in attesa di imbarcarsi - EPA/ANDY RAIN

A complicare una situazione già oggettivamente complicatissima sul fronte delle trattative sulla Brexit, con il periodo di transizione ormai agli sgoccioli, si è messa anche la nuova emergenza causata dalla scoperta di una mutazione del coronavirus nel Regno Unito. Il Paese è stato isolato e anche il commercio con l'Europa attraverso la Francia è stato bloccato.

Proroga della Brexit

Per questo "la nuova situazione di emergenza sul fronte sanitario impone la proroga della scadenza, fissata a fine anno, per l'uscita della Gran Bretagna dal mercato unico e dall'unione doganale". È la richiesta avanzata dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, secondo cui il blocco dei collegamenti “rischia di fermare anche la movimentazione delle merci, compresi i prodotti agroalimentari”, che sono deperibili e quindi rischiano di finire al macero. Il Regno Unito, evidenzia Confagricoltura, è importatore netto di prodotti agroalimentari. Per il settore orticolo, ad esempio, la produzione britannica copre il 50% del fabbisogno interno e per la frutta si scende addirittura al 5%. Nel complesso, le importazioni di settore dalla Ue ammontano a 40 miliardi di euro l'anno.

Export del Made in Italy a rischio

Il blocco dei trasporti via terra, dei traghetti e dei voli mette a rischio oltre 9,3 milioni di euro di cibo e bevande made in Italy che vengono esportate in media ogni giorno in Gran Bretagna, al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese per cibo e bevande dopo Germania, Francia e Stati Uniti. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in riferimento all'emergenza generata dalla nuova variante inglese del Covid con limiti anche nel trasporto degli alimentari. Le esportazioni agroalimentari italiane nel Paese sono in leggero aumento anche nel 2020 nonostante le difficoltà generate dalla pandemia per la tendenza ad accumulare scorte ed evitare - sottolinea la Coldiretti - l'arrivo di dazi e ostacoli amministrativi e doganali per effetto della Brexit. Se complessivamente le esportazioni agroalimentari italiane hanno raggiunto nel 2019 il valore di oltre 3,4 miliardi di euro dopo il vino, che complessivamente ha fatturato sul mercato inglese quasi 771 milioni di euro, spinto dal Prosecco Dop, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti ci sono i derivati del pomodoro, ma rilevante è anche il ruolo della pasta, dei formaggi e dell'olio d'oliva. Importante - conclude la Coldiretti - anche il flusso di Grana Padano e Parmigiano Reggiano per un valore attorno agli 85 milioni di euro.

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