rotate-mobile
Lunedì, 6 Dicembre 2021
Lavoro

La Germania "scopre" il caporalato

Un rapporto denuncia le condizioni dei migranti stagionali: assenza di assicurazioni, salari non pagati e alloggi inadeguati. I sindacati tedeschi chiedono più controlli e sussidi agricoli vincolati al rispetto delle tutele

La piaga del caporalato non colpisce solo l'Italia. Violazioni massicce e ripetute dei diritti dei lavoratori sono state rilevate dall'alleanza Fair Agriculture Initiative nell'ultimo rapporto sul lavoro stagionale nell'agricoltura tedesca. Dalla ricerca sono emersi "pagamenti salariali incompleti e detrazioni salariali eccessive", nonché l'assenza di assicurazione sociale e sanitaria. Lavoratori e lavoratrici sono stati inoltri costretti ad abitare in "alloggi inadeguati".

Le condizioni degli stagionali

Come evidenzia il report, mentre in passato gran parte della forza lavoro stagionale veniva dalla Polonia, oggi la maggioranza arriva dall'Europa sud-orientale e in particolare dalla Romania. Le aree di reclutamento si sono ampliate a paesi extra-Ue, come Georgia ed Ucraina. I lavoratori di questo Paese si concentrano soprattutto nell'area nord-est del Paese. Mentre in alcune zone della Germania la presenza degli stagionali si concentra in fattorie di stampo familiare, le situazioni peggiori sono state riscontrate nel Brandeburgo, dove sono insediate le grandi aziende agricole di asparagi, fragole e cetrioli.

Queste imprese impiegano centinaia, o anche un migliaio di lavoratori stagionali in contemporanea, accogliendoli in alloggi di massa. Trattandosi in gran parte dei casi di impieghi a breve termine, spiega ancora il rapporto, al salario già esiguo non sono abbinate altre tutele, come la disoccupazione, l'assicurazione sanitaria e quella pensionistica. L'unica protezione per i dipendenti è l'assicurazione contro gli infortuni dell'agricoltura, che viene attivata attraverso la fattoria.

Controlli assenti e norme deboli

All'inizio della pandemia di COVID-19, la Germania aveva inizialmente vietato ai lavoratori stagionali stranieri l'ingresso nel Paese. Dopo un breve periodo e a determinate condizioni, le frontiere erano state riaperte per prevenire imminenti perdite di raccolto. Proprio le misure adottate per combattere il Covid-19 sarebbero state violate in modo sistematico, anche grazie alle mancate ispezioni da parte dello Stato. Secondo Harald Schaum, vice presidente federale del sindacato tedesco Ig Bau, norme lassiste e la loro mancata applicazione hanno facilitato abusi e irregolarità. Come riporta Euractiv Germania, Schaum ha evidenziato l'irregolare competizione tra aziende rispettose della legge e quelle che violano i regolamenti.

La Germania starebbe così diventando sempre meno attraente per i lavoratori stagionali. I sindacalisti hanno chiesto al prossimo governo di mettere in pratica la dimensione sociale dei sussidi agricoli dell'UE già nel 2023, senza attendere il periodo di transizione concesso dalla Commissione. Secondo Schaum, questo vincolo alla tutela dei diritti per poter elargire i sussidi agricoli dell'UE deve essere messo in atto immediatamente dal prossimo governo. A Berlino si stanno tenendo in questi giorni i colloqui negoziali tra socialdemocratici (Spd), i verdi e i liberali dell'Fdp per la formazione del nuovo governo tedesco. Il primo che, dopo anni, non avrà alla sua testa Angela Merkel, appena ritiratasi dalla vita politica. A differenza di socialisti e verdi, i liberali non menzionano in cima al loro programma i diritti e la salute dei lavoratori.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Germania "scopre" il caporalato

AgriFoodToday è in caricamento