Giovedì, 23 Settembre 2021
Lavoro

In Marocco la cannabis terapeutica è diventata legale: previsto un giro d'affari da 20 miliardi

Secondo le stime circa 400mila persone vivono grazie alla coltivazione della pianta, che al momento è usata solo per prodorre hashish. Nelle intenzioni del governo in questo modo usciranno dall'illegalità

Piante di cannabis - foto Ansa EPA/DARREN ENGLAND

Il Parlamento di Marocco ha dato l'approvazione definitiva alla legalizzazione della cannabis per usi terapeutici e industriali, anche se l'utilizzo ricreativo rimane proibito. Questa riforma consentirà di inserire legalmente nell'economia decine di famiglie, per un totale di circa 400 mila persone, soprattuto residenti nel Nord del Paese, che vivono già della coltivazione della canapa che attualmente è destinata per lo più al mercato degli stupefacenti, in particolare quello dell'hashish.

La legge

Nelle intenzioni dei deputati di Rabat questo disegno di legge mira a migliorare il reddito degli agricoltori e a creare opportunità di lavoro promettenti e sostenibili e il ministro dell'Interno Abdeluafi Laftit ha espresso soddisfazione per la sua approvazione da parte dalla Camera in seconda lettura con 61 voti favorevoli e 25 contrari. Laftit ha definito questo provvedimento "di carattere urgente" per il Marocco, il primo produttore mondiale di hashish. La nuova legislazione prevede la creazione di un'agenzia nazionale che coordinerà tutti i settori governativi, istituzioni pubbliche e partner internazionali e nazionali che ruotano attorno alla cannabis e ai suoi prodotti. L'agenzia controllerà tutte le fasi di piantagione, produzione, fabbricazione, trasporto, commercializzazione, esportazione e importazione. I coltivatori per rendere legali i loro raccolti dovranno costituirsi in cooperative autorizzate dallo Stato. 

Giro d'affari da 20 miliardi

Inoltre, il governo stima che la legalizzazione porterà a un giro d'affari di 20 miliardi di euro entro il 2028, con Spagna, Paesi Bassi, Regno Unito e Germania come principali mercati. L'obiettivo è quello di sviluppare una filiera agricola e industriale interessata alla cannabis, garantendo nel contempo il rafforzamento dei meccanismi di monitoraggio. Con l'approvazione del Parlamento, questa legge proposta dal governo lo scorso marzo entra in vigore definitivamente. Tuttavia, all'inizio la proposta aveva diviso sia politica che agricoltori. Tra questi ultimi alcuni temevano che la legge non sarebbe riuscita ad aiutarli a risollevare il loro reddito o a sfuggire a mandati di arresto in sospeso. Altri, invece avrebbero voluto che la norma consentisse l’uso ricreativo non solo della cannabis, ma anche della sua trasformazione in resina, l’hashish che è più redditizia.

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