"L'olio italiano ha perso 100mila posti di lavoro"

La denuncia di Coldiretti: "Un trend che rischia di diventare irreversibile se non si interviene con strumenti adeguati per affrontare l'emergenza e rilanciare il settore"

Sono stati persi 100mila posti di lavoro in Italia nella filiera dell'olio extravergine di oliva, con un trend che rischia di diventare irreversibile se non si interviene con strumenti adeguati per affrontare l'emergenza e rilanciare il settore che lo scorso anno ha fatto registrare una delle peggiori annate di sempre con produzione di olio di oliva a 185 mila tonnellate, più che dimezzata per il clima e la Xylella. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti.

E' in crisi la più grande industria green del Sud. "In Puglia - sottolinea la Coldiretti - si è verificato il crollo del 65% del raccolto che ha messo in ginocchio migliaia di famiglie nei campi e nei frantoi mentre la Xylella continua ad avanzare verso nord due chilometri al mese e il contagio ha già colpito 21 milioni di piante e il conto dei danni ha raggiunto 1,2 miliardi di euro. A rischio un patrimonio economico, occupazionale, ambientale e turistico che sotto la pressione dei cambiamenti climatici che compromettono i raccolti e dell'avanzare della Xylella rischia ora di sparire bruscamente senza l'adozione di adeguate misure".

Il governo ha promesso di destinare al comparto "300 milioni di euro di risorse aggiuntive, oltre ai 100 milioni già stanziati con la Delibera Cipe, che è necessario ora arrivino realmente agli agricoltori, ai frantoiani e ai vivaisti oltre ad attuare una reale e concreta semplificazione del mercato del lavoro", continua Coldiretti. "Per affrontare l'emergenza - aggiunge l'associazione - serve una strategia condivisa tra il ministero all'Agricoltura, il Mise e il Ministero per il Sud per rendere operativo il Piano, approvato il 13 febbraio scorso in Conferenza Stato-Regioni che, partendo dalla moratoria sui mutui per garantire la sopravvivenza dei frantoi, preveda urgenti e necessarie misure per l'integrazione al reddito per 5 anni per i frantoi cooperativi, aziendali e industriali, che dimostrino di restare attivi e produttivi e interventi economici a supporto della rottamazione degli impianti, per le aziende che vogliono dismettere o riconvertire l'attività, oltre al sostegno all'occupazione attraverso l'esonero dei contributi previdenziali e gli sgravi dei contributi per i lavoratori", conclude Coldiretti. 

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