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Giovedì, 7 Luglio 2022
Lavoro

Prosecco in cima alle esportazioni dell'Ue nel 2020. E batte lo champagne

Re degli spumanti esportati verso Paesi Terzi, ma consumi in riduzione a causa della pandemia. Coldiretti prevede che i brindisi 'made in Italy' siano aumentati quest'anno

Le bollicine parlano, soprattutto, italiano. Con 205 milioni di litri, il prosecco batte lo champagne nelle esportazioni dall'Unione europea verso Stati terzi. Secondo i i dati Eurostat del 2020, il principe dei vini destinati ai brindisi conquista il primo posto nelle categorie di spumante col 41% del totale, mentre il cugino francese si ferma al 13%, con 66 milioni di litri esportati. Poco sotto troviamo il Cava, tipico della Spagna, che ha esportato fuori dai confini europei 58 milioni di litri. Per la prima volta, in realtà, l'ufficio statistico dell'Unione europea ha registrato un calo nelle esportazioni di spumanti, che si sono fermate a 494 milioni di litri totali nel 2020, contro i 528 milioni del 2019 (-6%).

Gli analisti hanno evidenziato l'impatto della pandemia, che ha frenato la crescita del commercio di vino, tenuto conto delle chiusure prolungate di bar e ristoranti. Negli ultimi dieci anni, l'aumento medio delle esportazioni si aggirava intorno ad un +8%. Per quanto riguarda le sole esportazioni di bollicine dall'Italia, che includono anche quelle verso altri Stati membri dell'Ue, la Coldiretti ha calcolato che nel 2021 oltre 620 milioni di bottiglie di spumante italiano sono state stappate all'estero nel 2021. Un vero e proprio record, grazie all'aumento del 29% rispetto allo scorso anno. L'Istat ha stimato che questo primato equivalga a circa 1,9 miliardi di euro.

A settembre di quest'anno è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale la richiesta della Croazia per il riconoscimento del marchio Prošek come prodotto protetto dell'Ue. Il governo italiano ha presentato ricorso per provare a convincere la Commissione ad evitare l'attribuzione dei marchi Dop e Igp. i produttori italiani del prosecco vedono come un grave rischio di concorrenza sleale, visto che quello croato è un vino da dessert simile ad un passito fermo.

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