menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano nell'ex sede di Taranto della Banca d'Italia per l'inaugurazione della Scuola di Medicina dell'Università di Bari, 12 ottobre 2020.ANSA/RENATO INGENITO

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano nell'ex sede di Taranto della Banca d'Italia per l'inaugurazione della Scuola di Medicina dell'Università di Bari, 12 ottobre 2020.ANSA/RENATO INGENITO

L'Ue 'rassicura' l'agricoltura pugliese: "Valutiamo deroga-Covid sui 100 milioni del Psr a rischio"

Nella risposta alla lettera inviata dagli eurodeputati M5s, la presidente della Commissione von der Leyen assicura che le circostanze eccezionali legate alla pandemia saranno tenute in conto nel caso dei soldi non spesi del Psr pugliese. Ma questo potrebbe non bastare a salvare l'intero bottino

La buona notizia è che la Commissione europea terrà in conto anche le circostanze eccezionali determinate dalla pandemia di Covid-19. La brutta è che forse anche queste circostanze potrebbero non bastare a evitare alla Puglia di perdere milioni di euro del Psr, il piano di sviluppo rurale 2014-2020 che la Regione non è riuscita a spendere nei tempi previsti. 

Nel rispondere a una lettere degli eurodeputati M5s, infatti, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha garantito che l'Esecutivo comunitario prenderà in considerazione le circostanze eccezionali determinate dalla pandemia di Covid-19 nel valutare se concedere all'Italia una deroga dalle regole sui tempi di spesa dei fondi Ue per lo Sviluppo rurale, che consentirebbe alla Puglia di non perdere i finanziamenti che non ha utilizzato in tempo. I fondi a rischio ammontano a circa 100 milioni di euro. 

"A gennaio - riferisce la presidente della Commissione nella sua risposta - le autorità italiane hanno presentato una dichiarazione di spesa per i pagamenti effettuati ai beneficiari nell'ultimo trimestre del 2020. La dichiarazione, in fase di verifica dai miei servizi, mostra un livello di spesa a carico del bilancio dell'Ue inferiore all'importo necessario per evitare il disimpegno automatico" in base alla cosiddetta "regola n+3". Le autorità italiane, prosegue von der Leyen, hanno presentato a fine gennaio una richiesta "per un'eccezione all'applicazione della regola n+3, a causa di procedimenti legali con effetti sospensivi e forza maggiore (la pandemia di Covid-19) con gravi ripercussioni sull'attuazione del Psr. Le autorità italiane hanno fornito giustificazioni e ha chiesto alla Commissione di non applicare il disimpegno automatico per il programma in questione alla fine del 2020".

"I miei servizi - riferisce ancora la presidente della Commissione - stanno verificando ora se sono soddisfatte le condizioni stabilite dalla legislazione per la concessione di questa eccezione, e quale importo soggetto al disimpegno automatico potrebbe essere esentato a causa di procedimenti legali con effetto sospensivo e/o essere giustificato dall'impossibilità di erogare i fondi per cause di forza maggiore relativa al Covid-19. Informeranno di conseguenza le autorità italiane". "A questo proposito - conclude von der Leyen -, posso assicurarvi che la Commissione prenderà in considerazione l'impatto che la pandemia ha avuto sull'attuazione del programma, sulla base delle informazioni fornite dalle autorità italiane".

Fonti vicine alla Commissione, però, specificano che non è detto che le circostanze legate al Covid possano bastare a giustificare l'intero importo non speso e quindi a salvare queste risorse. Un disimpegno, almeno parziale, sembra inevitabile. Almeno per ora. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AgriFoodToday è in caricamento