Sabato, 25 Settembre 2021
Lavoro

"L'accordo sul tabacco salva 50mila posti di lavoro in Italia"

Coldiretti esulta per l'intesa tra governo e Philip Morris, che ha confermato per il 2021 investimenti sulla filiera italiana fino a 100 milioni di euro: "Promuoveremo modelli innovativi di coltivazione per un futuro sostenibile e senza fumo"

Philip Morris conferma il suo piano di investimenti per la filiera italiana del tabacco nonostante la crisi del Covid. La multinazionale Usa ha firmato un accordo con il governo che dovrebbe portare a investimenti fino a 100 milioni di euro per il 2021 e fino a 500 milioni entro il 2025. Un accordo salutato con entusiamo da Coldiretti, secondo cui tale intesa "consente di rilanciare il tabacco made in Italy e salvare 50mila posti di lavoro nella filiera, anche con una serie di misure a sostegno delle aziende agricole colpite dalla pandemia".

Cosa prevede l'intesa

L'accordo prevede una conferma di tutti gli impegni sottoscritti nel 2019, dunque prima della grave crisi di Covid-19: dall’acquisto della materia prima fino alla promozione di programmi di sostenibilità sociale e ambientale per tutti i coltivatori coinvolti.“Confermiamo il nostro impegno a garantire stabilità e prevedibilità alla filiera tabacchicola italiana", dichiara Marco Hannappel, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, che aggiunge: “Sono circa mille le piccole e medie imprese agricole con le quali stiamo condividendo un percorso evolutivo di lungo corso, che vede gli agricoltori italiani giocare un ruolo fondamentale nella trasformazione del nostro settore verso un futuro senza fumo, per sostituire le sigarette nel più breve tempo possibile con prodotti innovativi”.

Un futuro sostenibile e senza fumo

Sostenibilità e futuro senza fumo sono le due parole chiave su cui insiste anche Cesare Trippella, responsabile acquisti e gestione tabacchi in foglia per Philip Morris in Europa: “Siamo particolarmente orgogliosi di questo accordo perché promuove concretamente modelli innovativi di coltivazione che guardano al futuro della filiera. In questi anni siamo stati in grado di intervenire non solo sulla sostenibilità dei processi produttivi, come la corretta gestione dell’acqua o la riduzione di Co2, ma anche di promuovere azioni di contrasto al lavoro nero e di tutela dei diritti dei lavoratori”, conclude.

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Secondo i dati forniti dalla multinazionale del tabacco, gli investimenti in campo agricolo in Italia dal 2000 a oggi sono stati a 2 miliardi, a cui si aggiungono il progetto da oltre 1 miliardo di euro per la prima fabbrica al mondo per i prodotti del tabacco senza combustione di Bologna, dove negli ultimi anni sono state assunte oltre 1200 persone, e un recente investimento di 100 milioni per il Philip Morris Digital Information Service Center (DISC), centro dedicato ai servizi digitali al consumatore gestito in collaborazione con una società leader di settore, che prevede 400 posti di lavoro entro il 2021 nella città di Taranto.

L'Italia è il primo produttore di tabacco dell'Ue con 14mila ettari coltivati, soprattutto in Campania, Veneto, Umbria e Toscana, dice Coldiretti. Un primato "a rischio", visto che negli ultimi 20 anni "la produzione nazionale di foglie di tabacco si è ridotta del 59%, con la scomparsa di quasi 71 milioni di chili di prodotto. Da qui l' importanza dell'intesa sottoscritta" da governo e Philip Morris Italia, conclude l'organizzazione agricola. 

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