Trump 'grazia' il vino e la pasta italiani: no a nuovi dazi. Colpo a Francia e Germania

Passo indietro del presidente Usa sulle nuove tariffe che avrebbero colpito alcuni pezzi pregiati del made in Italy agroalimentare. Pugno duro, invece, nei confronti dei prodotti francesi e tedeschi

La 'grazia' per Italia, Regno Unito e Grecia. Il pugno duro per Francia e Germania. Il nuovo capitolo della guerra commerciale lanciata dal presidente Usa Donald Trump nei confronti dell'Unione europea salva dalle nuove tariffe l'export di alcuni pezzi pregiati del nostro settore agroalimentare, come il vino, l'olio e la pasta. Washington ha infatti modificato la lista dei prodotti Ue su cui aveva annunciato l'imposizione di nuovi dazi, eliminando non solo quelli più cari all'Italia, ma anche i prodotti britannici e i formaggi greci. Restano, invece, le nuove tariffe per alcuni prodotti francesi e tedeschi.

Del resto, la disputa commerciale tra le due sponde dell'Atlantico riguarda il braccio di ferro tra i colossi dell'areonautica Boeing (battente bandiera Usa) e Airbus (bandiera olandese, ma cuore francotedesco). Washington accusa da tempo Bruxelles di chiudere gli occhi dinanzi agli aiuti di Stato ad Airbus, violando le regole sulla concorrenza del Wto (ma anche gli Usa hanno ricevuto simili controccause). L'organizzazione mondiale del commercio ha di recente riconosciuto le colpe Ue, autorizzando gli Usa ad applicare sanzioni per un limite massimo di 7,5 miliardi di dollari all'Unione europea. Lo scorso 24 luglio, Airbus ha reagito annunciando la revisione degli aiuti di Stato ricevuti "in linea con le richieste Wto", secondo Bruxelles.

La risposta di Trump a questo ramoscello di pace è stata l'apertura a un nuovo tavolo di negoziati per porre fine alla disputa sull'areonautica. E la revisione della lista dei nuovi dazi. Secondo Coldiretti, grazie a questa revisione, sono stati salvati "3 miliardi di euro di cibo made in Italy" che ogni anno vola negli Usa. "Restano, invece, in vigore le tariffe aggiuntive del 25% entrate in vigore lo scorso 18 ottobre 2019 che hanno già colpito specialità italiane come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello", sottolinea sempre Coldiretti. Per il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, occorre adesso sfruttare la finestra diplomatica che si è aperta tra Usa e Ue "per raggiungere un'intesa che consenta di eliminare i dazi che gravano sui nostri prodotti". 

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