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Il vino europeo in ginocchio chiede aiuto a Bruxelles: "Fondi straordinari contro i danni delle gelate"

Appello dei produttori di Italia, Francia e Spagna alla Commissione affinché attivi finanziamenti eccezionali

Le gelate hanno compromesso la produzione di vino in buona parte dell'Europa del Sud, già duramente colpita dalle conseguenze della crisi del Covid-19. E adesso la beffa è di trovarsi con le botti semi-vuote proprio quando ristoranti e pub (non solo in Ue) riapriranno al pubblico, tornando a consumare rossi, bianchi e rosati. Ecco perché servono fondi europei straordinari per sostenere il settore. Li chiedono in una lettera rivolta alla Commissione europea tutte le sigle del settore di Italia, Francia e Spagna.

L'iniziativa arriva alla vigilia del Consiglio Ue di oggi che all'ordine del giorno prevede anche una discussione dei ministri dell'agricoltura dei Ventisette sulla situazione dei mercati. Le gelate di aprile, si legge nella lettera, hanno peggiorato una situazione giù compromessa dalle tensioni commerciali tra Ue e Stati Uniti e dalle conseguenze della crisi globale del Covid-19, si legge nella lettera. A fronte di questa situazione "l'Unione europea e gli Stati membri devono rispondere alle sfide e mobilitare fondi eccezionali per aiutare il settore", chiedono le associazioni di categoria dei tre principali Paesi produttori Ue.

Un appello condiviso da Rosanna Conte, eurodeputata della Lega: “Le gelate dei giorni scorsi hanno causato un danno gravissimo alla nostra agricoltura, che secondo le organizzazioni di settore ammonta a circa un miliardo di euro - dice - Già due settimane fa avevo personalmente scritto al commissario Ue all'Agricoltura per sollecitare un intervento straordinario. Il comparto del vino è stato e continua a essere tra i più colpiti dalla pandemia. Le gelate rischiano di infliggere un colpo durissimo a una produzione tra le più importanti per l’Ue e il suo export. Ecco perché Bruxelles non può voltarsi dall’altra parte”, conclude

 
 

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