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Dai disabili ai migranti, il sociale nei campi dà lavoro a 30mila persone

L'agricoltura come strumento di riabilitazione e integrazione: viaggio tra le aziende di un settore che concilia etica, welfare e mercato

 

Il lavoro nei campi come strumento di riabilitazione fisica e mentale o come programma di reinserimento di persone emarginate dalle logiche di mercato. In Italia, sono oltre 3000 le imprese che hanno abbracciato l’agricoltura sociale. Si tratta per lo più di fattorie o aziende di piccole e medie dimensioni che danno lavoro a 30mila addetti, tra cui diversamente abili, ex detenuti, migranti, ma anche donne vittime di violenza e persone affette da dipendenza. Alla produzione affiancano percorsi riabilitativi, terapeutici e reintegrativi. Ecco le storie di un settore che riesce a conciliare etica, welfare e mercato. 

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