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Giovedì, 7 Luglio 2022
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La Germania fa i compiti in ritardo. Non ha ancora presentato gli eco-schemi per la Pac

Il governo di Berlino non ha rispettato la scadenza ufficiale per i piani strategici in ambito agricolo, ma è in buona compagnia con altri otto ritardatari, tra cui il Belgio

La scadenza era il 31 dicembre, ma la Germania l'ha toppata. Si trattava della data limite che era stata fissata dall'Ue per presentare i piani strategici nazionali, con cui ciascun Paese membro stabilisce come attribuire le sovvenzioni europee per i suoi agricoltori. A fare compagnia al neo-eletto governo tedesco, ci sono gli esecutivi di altri otto ritardatari: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Romania e Slovacchia. Attraverso gli eco-schemi, gli Stati dell'Ue devono spiegare in dettaglio come raggiungeranno gli obiettivi della Pac, riformata e approvata dal Parlamento lo scorso novembre. Al tempo stesso, i governi sono chiamati a rispondere alle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali.

All'appello manca praticamente un terzo degli Stati membri, secondo quanto ha rivelato ad Euractiv una fonte della Commissione. Senza indugiare in commenti sui ritardatari, il commissario europeo per l'agricoltura Janusz Wojciechowski ha preferito congratularsi su Twitter con quelli che sono riusciti a rispettare la scadenza. La Commissione resta in attesa dei piani degli altri Paesi quanto prima.

Effetto domino

In verità, già ad ottobre diversi Stati avevano espresso preoccupazioni sulla loro capacità di rispettare la scadenza. A dicembre, inoltre, i deputati europei avevano rimandato a gennaio un altro voto chiave, riguardante alcuni dettagli di rilievo della riforma della Pac, lamentandosi con la Commissione della tempistica troppo breve concessa per analizzare i documenti. Proprio questo voto avrebbe dovuto fornire degli elementi essenziali per gli Stati membri, aiutandoli a definire i loro piani strategici. In Belgio, il ritardo nella consegna degli eco-schemi è stata giustificata con la circostanza di dover presentare due piani strategici. Nonostante le ridotte dimensioni del Paese, il governo è tenuto a presentare due strategie distinte, una per le Fiandre, l'altra per la francofona Vallonia. Le divisioni linguistiche e culturali aggiungono un livello di complessità ulteriore per il settore agricolo.

La preparazione del piano strategico della Germania sembra sia stato complicato invece dal cambio di governo avvenuto a inizio dicembre, con la nomina del primo governo di coalizione guidata dal socialdemocratico Olaf Scholz e privo per la prima volta della Cdu e di Angela Merkel dopo 16 anni. Le leggi nazionali e le direttive che stabiliscono l'attuazione della riforma del Paese erano state preparate ed approvate dall'ex ministra Julia Klöckner, eletta nelle fila dei conservatori. Il portavoce tedesco ha affermato semplicemente che i colloqui di riforma a Bruxelles si sono conclusi "più tardi del previsto", determinando un effetto domino. Il problema è che i ritardi potranno avere un impatto sugli agricoltori, che hanno bisogno di pianificare quanto prima le loro attività, per poter ricevere i sussidi e decidere a quali misure di sostenibilità ambientale intendono aderire.

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