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Brexit, i supermercati Uk lanciano l'allarme: con No Deal si svuoteranno gli scaffali

La gran parte dei prodotti provengono dall'Unione europea e un mancato accordo sul divorzio potrebbe creare problemi alla catena di distribuzione

I supermercati del Regno Unito sono preoccupati per la mancanza di un accordo sulla Brexit che, temono, potrebbe causare lo svuotamento dei loro scaffali. I vertici delle principali aziende di grande distribuzione e fast food del Paese (Sainsbury's, Asda, Marks & Spencer, Waitrose, The Co-op, Lidl, McDonald's e KFC) hanno scritto una lettera indirizzata ai deputati britannici spiegando che i consumatori dovranno prepararsi a una minore scelta e minore qualità di prodotti alimentari in caso di uscita dall'Ue senza accordo. Gran parte dei prodotti freschi venduti nel Regno Unito sono importati infatti dal resto dell'Unione europea.

"Siamo estremamente preoccupati", scrivono i membri del British Retail Consortium, temendo che "i nostri clienti saranno tra i primi a sperimentare la realtà di una Brexit senza accordo". La missiva, inviata alla vigilia del voto in programma domani sugli emendamenti relativi al piano della premier Theresa May, continua: "Prevediamo rischi significativi per mantenere la scelta, la qualità e la durata del cibo che i nostri clienti si aspettano nei nostri negozi. Ci sarà un'inevitabile pressione sui prezzi degli alimenti provocata da maggiori costi di trasporto, svalutazione della valuta e tariffe".

In particolare, si fa notare, "è impossibile" tenere in magazzino prodotti freschi come l'insalata o la frutta. Le precauzioni già adottate, quindi, non potranno garantire soluzioni globali. "Abbiamo lavorato a stretto contatto con i nostri fornitori sui piani di emergenza, ma non è possibile ridurre tutti i rischi per le nostre catene di approvvigionamento. Temiamo interruzioni significative a breve termine se non ci sarà un accordo sulla Brexit", ribadiscono i membri del BRC. "Per i consumatori, questo si tradurrà nella riduzione della disponibilità e della durate di molti negozi nei nostri esercizi", aggiungono. A completare il quadro provvede uno studio della KPMG, secondo cui le imprese britanniche "stanno pregando per la proroga dell'articolo 50'', che regola l'uscita del Regno Unito dall'Ue.

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