Più carne americana in Europa, così Juncker accontenta Trump

La Commissione europea propone di redistribuire le quote di manzo importato in Ue per avvantaggiare gli Usa. Un segnale per mantenere la pace commerciale

© European Union

La Commissione vuole aumentare la quantità di carne bovina importata dagli Usa verso i Paesi europei. La proposta dell'esecutivo, che ha chiesto un mandato al Consiglio, non significherà almeno per il momento un’apertura dei mercati Ue a maggiori quantità di carni provenienti extra-comunitari. La soglia massima di bovini dagli allevamenti non europei rimane di 45mila tonnellate l’anno. Una quota che finora gli Stati Uniti hanno dovuto dividere con la concorrenza di Argentina, Australia e Uruguay. Gli accordi tra Jean-Claud Juncker e Donald Trump andranno a privilegiare la partnership commerciale atlantica, in attesa dei trattati di libero scambio con il Sud America.

Pax commerciale

La decisione vuole essere un segnale di pacificazione dopo le tensioni scatenate dalle minacce del presidente Usa di imporre dazi sui prodotti europei. La visita di Juncker a Washington aveva fermato la guerra commerciale grazie a una serie di impegni tra i due leader volti ad intensificare il volume d’affari delle esportazioni tra le due sponde dell’Atlantico. In questo senso, la redistribuzione tra i Paesi extra-Ue delle quote di carne esportabile nell’Unione europea sarà utile anche a risolvere un contenzioso aperto anni fa dagli Stati Uniti di fronte all’Organizzazione Mondiale del Commercio per via del divieto europeo di vendere carni di bovino alimentato con ormoni, di cui gli Usa sono grandi produttori. 

Le rassicurazioni del Commissario 

Il commissario per l'Agricoltura Phil Hogan ha motivato il via libera alle carni Usa come un contributo “a ridurre le tensioni tra le due sponde dell’Atlantico”. “Desidero rassicurare - ha chiarito Hogan - i produttori europei sul fatto che il contingente di carni bovine esistente nel quadro del protocollo d'intesa rimarrà esattamente allo stesso livello”. Il commissario ha concluso con una seconda rassicurazione diretta ai consumatori sul fatto che “solo carni bovine provenienti da animali non trattati con ormoni” continueranno ad essere vendute in Europa.

La controversia legale

Nel 2009 l'Unione europea e gli Stati Uniti hanno concluso un protocollo d'intesa, riveduto nel 2014, che prevedeva una soluzione provvisoria a una controversia di lunga data nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del Commercio (Omc) relativa all'utilizzo di taluni ormoni di crescita nella produzione di carni bovine. In virtù dell'accordo, l'Unione europea ha aperto un contingente di 45mila tonnellate di carni bovine prodotte senza ormoni a beneficio di fornitori che rispettino i requisiti previsti, tra cui gli Stati Uniti. La revisione del protocollo d'intesa era stata chiesta anche dalla precedente amministrazione Usa nel 2016 e, da allora, le preoccupazioni degli Stati Uniti relative all'attuazione del protocollo sono state regolarmente oggetto di discussione tra le due parti.

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