Centinaio lamenta “troppi interlocutori per la promozione dell'export italiano”

Il ministro: “Quando i cinesi parlano con altre nazioni ne hanno al massimo due, quando guardano la penisola ne trovano troppi e questo non aiuta”

L'Italia deve organizzarsi meglio per promuovere il suo export con altre nazioni. Al momento ci sono troppi enti con voce in capitolo e questo non aiuta i Paesi stranieri. La critica arriva dal ministro per le Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, durante il suo intervento alla sessione di apertura della quinta edizione di 'wine2wine' a Veronafiere. "Ci stiamo proponendo in giro per il mondo non nel migliore dei modi", ha osservato Centinaio, spiegando che "noi per il business ci confrontiamo con realtà che hanno al massimo due o tre interlocutori; quando ti trovi davanti un interlocutore che ha le fiere, l'Ice, l'Enit, le Camere di commercio, le Camere di commercio estere, le Regioni, i Comuni, i Consorzi, se potessero anche le province. E poi i privati, che vanno per i fatti loro".

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"Pensate a un cinese - ha continuato - che è abituato a parlare al massimo con due francesi, due tedeschi, due spagnoli, figuriamoci con gli americani. Immaginate cosa può pensare dell'Italia quando siamo così tanti e tutti dicono cose diverse? Semplice: che non siamo organizzati. E sceglie interlocutori già organizzati. Nessuno vuole perdere quel pezzettino di potere per andare il giro per il mondo e far vedere quanto è bravo a portare una delegazione del suo territorio. Forse è necessario far sedere tutti attorno allo stesso tavolo, chi ha la capacita di poterlo fare e, ahimè, non è il ministro dell'agricoltura. Le regole d'ingaggio sono così. Al tavolo per l'internazionalizzazione hanno parlato tutti, ma poi non è cambiato niente" ha concluso Centinaio.

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