La Cina potrebbe riconoscere presto le Igp europee

Il tema è al centro dei negoziati con l'Ue sul trattato bilaterale per gli investimenti. Pechino vorrebbe chiudere la discussione sulle indicazioni geografiche entro ottobre

© European Union , 2018

Molte delle Indicazioni geografiche protette europee potrebbero presto essere riconosciute anche in Cina. Il tema è al centro delle trattative tra Pechino e Bruxelles sul trattato per gli investimenti bilaterali. Ottenere il riconoscimento delle Igp, in un Paese famoso per le sue falsificazioni e che ha un mercato potenzialmente enorme per l'esportazione di nostri prodotti di qualità, sarebbe un grande colpo. E per questo i negoziatori della Commissione europea stanno puntando molto su questa questione.

Durante 20esimo summit Ue-Cina, che si è tenuto il mese scorso a Pechino, era stato lo stesso premier Li Keqiang ad affermare che il suo governo è determinato a "concludere entro ottobre i negoziati sulla protezione delle indicazioni geografiche Igp". La Cina vuole dimostrare che è intenzionata ad aprire i suoi mercati ai player esteri, ma la sola propaganda chiaramente non basta e Bruxelles si aspetta dei fatti. Recentemente ha concluso con Berlino una intesa per permettere alla tedesca Basf di fare investimenti nel sud della Cina da 10 miliardi per un impianto chimico direttamente controllato. Una mossa che è stata applaudita dal presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, che ha parlato di un "importante sviluppo”, che dimostrerebbe “che la Cina sa come fare" ad aprirsi al libero mercato.

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Fino ad ora Cina e Ue hanno firmato sei accordi, tra cui quelli su un fondo co-finanziato, un "action plan" sdi cooperazione sulle dogane e uno di cooperazione sulle emissioni tra la Commissione Ue e il ministero dell'Ambiente cinese.

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