Sanzioni alla Russia, Coldiretti attacca: “Ci costano un miliardo”

Il vicepremier Salvini a Mosca: “Sono positive per Francia e Germania che guadagnano quote di mercato, per superarle dobbiamo allearci con paesi mediterranei”

L’embargo imposto alla Federazione Russa in seguito al conflitto in Ucraina sarebbe costato un miliardo di euro ai produttori del settore agroalimentare italiano. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti che, in occasione della visita a Mosca del vicepremier Matteo Salvini, ha posto l’accento sulle perdite del comparto causate dallo stop alle esportazioni Made in Italy. "Sono convinto che le sanzioni anti-russe siano un'assurdità sociale, culturale ed economica, e cercheremo di spiegare e convincere tutti i nostri partner di questo, anche durante le discussioni a livello europeo", ha dichiarato il ministro dell'Interno in un'intervista alla Tass prima del suo viaggio. “Grazie alle sanzioni Francia e Germania stanno aumentando quote di mercato, quindi per superare le sanzioni ci sono come alleati i paesi mediterranei”, ha dichiarato il vicepremier secondo cui per superare le sanzioni “bisogna superare la diffidenza storica comprensibile dei paesi baltici e dei paesi dell’est come la Polonia. E ovviamente c’è anche da superare ritrosia dall’altra parte dell’Atlantico".

Coldiretti lamenta che il blocco commerciale imposto dal Mosca in risposta alle sanzioni europee ha colpito prodotti come frutta, verdura, formaggi, carne, salumi e pesce. I coltivatori diretti fanno sapere che alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni “si sommano quelle indirette dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy”. “Nei supermercati russi - denuncia la Coldiretti - si possono ora trovare fantasiosi surrogati locali che hanno preso il posto dei cibi italiani originali, dalla mozzarella 'Casa Italia', dall’insalata 'Buona Italia' alla Robiola Unagrande, dalla mortadella Milano al parmesan, dalla scamorza al mascarpone”.  “Il rischio”, continua la Coldiretti, “riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, rischia di essere frenata per la mancanza degli ingredienti principali”.

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I rappresentanti dei coltivatori fanno sapere di aver avuto notizia di ristoranti che hanno dovuto rinunciare alle pietanze italiane e altri che hanno invece preferito sostituire i prodotti nostrani con “tarocchi locali o esteri senza però che ci sia nella stragrande maggioranza dei ristoranti una chiara indicazione nei menù”. “Un blocco dunque dannoso per l’Italia anche perché al divieto di accesso a questi prodotti - conclude la Coldiretti - si sono aggiunte le tensioni commerciali che hanno ostacolato di fatto le esportazioni anche per i prodotti non colpiti direttamente, dalla moda alle automobili fino all’arredamento”.  Il grido d’allarme dei produttori agricoli arriva all’apertura dei lavori del Consiglio europeo, che pur avendo all’ordine del giorno temi scottanti quali Brexit e bilancio per il 2019, potrebbe tornare sul tema delle sanzioni alla Russia di Vladimir Putin anche su proposta dei governi nazionali che vedono danneggiata la propria economia. Tra questi vi è sicuramente l’Italia, che ha espresso in più occasioni il suo scetticismo sull’efficacia delle sanzioni volute da Bruxelles e avvallate dai Paesi Ue.

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