Non solo riso, l'Ue avvia il processo sospensione dei dazi zero alla Cambogia

Il Paese sotto osservazione per un anno sul rispetto dei diritti umani. Se non ci saranno miglioramenti anche gli altri settori dell'agroalimentare e non solo torneranno ad essere oggetto di imposte sulle importazioni

La situazione dei diritti umani in Cambogia preoccupa l'Europa che ha deciso di mettere lo Stato asiatico sotto osservazione per un anno con la minaccia di sospendere per tutti i prodotti del Paese il regime di dazi zero sulle importazioni, così come è già stato fatto per il riso, se non ci saranno miglioramenti. "Negli ultimi 18 mesi abbiamo visto il deterioramento della democrazia, del rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto in Cambogia", ha affermato l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, e questo "rimette in questione la partecipazione della Cambogia allo schema 'Tutto tranne le armi'" (Eba), che consente ai Paesi più poveri di esportare tutti i tipi di beni tranne armi e munizioni appunto verso l'Ue a tariffe doganali ridotte o zero, per favorire lo sviluppo economico.

Questo regime doganale preferenziale è però condizionato al rispetto di democrazia, diritti umani e del lavoro. A partire dalla pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta ufficiale Ue di domani, scatterà ora un periodo di un anno (6 mesi di monitoraggio e discussione con le autorità della Cambogia, 3 mesi per la stesura di un rapporto e poi altrettanti per formulare una proposta di decisione) al cui termine, se non verranno riscontrati miglioramenti, l'Ue potrà decidere l'interruzione delle esportazioni cambogiane a dazio zero in tutti i settori commerciali, che scatterà sei mesi dopo.

"Deve essere chiaro che la mossa di oggi non è né una decisione finale né la fine del processo, ma il cronometro è ora ufficialmente scattato e dobbiamo vedere azioni concrete presto", ha avvertito la commissaria al commercio Cecilia Malmstroem. Nel 2018 l'export cambogiano verso i 28 è stato pari a 4,9 miliardi di euro (soprattutto tessile, calzature, bici e agroalimentare incluso il riso), di cui il 99% (4,8 miliardi) beneficiari del regime doganale preferenziale.

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