"Guerra navale" per le capesante tra Francia e Regno Unito. E la contesa coinvolge anche l'Italia

Battaglia senza feriti tra pescatori sulla Manica. La Commissione europea interviene sui molluschi contesi dalle due marinerie, da cui arriva il 75% di quelli importati nel nostro paese

Un fermo immagine del video diffusa dalle tv francesi e dalla Cnn

Una quindicina di pescherecci francesi e cinque imbarcazioni britanniche si sono fronteggiate nel Canale della Manica con un susseguirsi di speronamenti, lanci di sassi, bottiglie di vetro e fumogeni. Non ci sono stati feriti, ma il clima continua ad essere teso tra i pescatori che condividono un confine marittimo ricco di capesante. 

La guerra delle capesante

La contesa che va avanti da tempo tra le due sponde della Manica è causata dalla diversa regolamentazione della pesca della capesante, nome scientifico Pecten Jacobaeus. Le leggi francesi permettono la pesca del mollusco solo dal primo ottobre a metà maggio, per mantenere costante il numero di esemplari permettendone la riproduzione durante l’intera stagione estiva. Dal canto loro, i britannici possono pescare anche nel mese di agosto. I francesi accusano gli inglesi di mettere a repentaglio la specie con un prelievo eccessivo di esemplari, che vengono pescati anche a ridosso delle acque territoriali francesi. Questo video dimostra come la situazione sia degenerata nelle ultime ore.

L’intervento della Commissione

Durante una conferenza stampa la Commissione europea ha espresso la propria preoccupazione per la contesa. La pesca delle cappesante, o capesante nella variante napoletana, "è regolata a livello nazionale e negli anni scorsi sono state concordate misure comuni di gestione tra la Francia, il Regno Unito e l'Irlanda. È soprattutto nell'interesse dei pescatori che questo accordo è in vigore e invitiamo le autorità nazionali a risolvere qualsiasi disputa in modo amichevole, come è successo in passato,” ha dichiarato il portavoce della Commissione. 

Coinvolto il mercato italiano dei molluschi

I numeri dell’associazione di pescatori Impresapesca/Coldiretti chiariscono l’impatto sui consumatori italiani della contesa tra le due nazioni. Il 75% delle capesante importate in Italia provengono dai mercati ittici francesi e inglesi. Il volume d’affari italiano che gira intorno alla contesa della Manica si attesta intorno ai 27 milioni di euro spesi per i pregiati molluschi provenienti in gran parte dalle acque che separano Francia e Inghilterra. Una battaglia che sul mercato italiano”, sottolinea la Coldiretti, “è stata vinta dalla Gran Bretagna dalla quale arrivano ben oltre la metà delle capesante importate anche se la Francia è il secondo fornitore”.

Il comunicato di Impresapesca precisa che “negli ultimi 30 anni la marineria italiana ha perso il 35% delle imbarcazioni e 18.000 posti di lavoro, mentre si è progressivamente ridotto il grado di autoapprovvigionamento del pescato. Si tratta della conseguenza di una disattenzione alla sostenibilità economica nei confronti di un settore che”, conclude Impresapesca Coldiretti, “può offrire molto alla ripresa del Paese in termini ambientali, alimentari e occupazionali”.

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