De Castro (Pd): No a una riforma della Pac che calpesti le competenze del Parlamento

L'eurodeputato: "La struttura immaginata dall’esecutivo indebolisce il nostro ruolo ma noi siamo gli interlocutori più diretti delle richieste che arrivano dai territori"

© European Union 2018 - Source : EP

L’attuale proposta di riforma della Politica agricola comune per il periodo successivo al 2020 è impostata sulla negoziazione diretta tra esecutivo comunitario e Stati membri, e questo “svuota” la commissione Agricoltura delle Parlamento europeo delle sue competenze in materia di riforma della Pac. E’ l’allarme lanciato da Paolo De Castro, che della Commissione Agricoltura e’ primo vicepresidente. “Oggi i capigruppo politici all'Europarlamento - ha spiegato De Castro - hanno riconosciuto i rischi a cui stiamo andando incontro nel definire il futuro della più importante politica europea, decidendo di organizzare il prima possibile un dibattito in ComAgri sulle implicazioni istituzionali del documento sul tavolo delle istituzioni Ue”, come annunciato dal presidente Czesław Siekierski (Ppe) durante l’audizione pubblica sul ‘Futuro della PAC’ organizzata dall’Eurocamera.

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“La struttura immaginata dall'esecutivo Ue per riformare l'agricoltura europea - prosegue De Castro - indebolisce il nostro ruolo di eurodeputati, che siamo gli interlocutori più diretti delle richieste che giungono dai territori, che facciamo nostre affinché le decisioni europee tengano conto delle specificità e dei bisogni di tutti”. “Insomma - conclude De Castro - in quanto co-legislatori non intendiamo finire calpestati nelle nostre prerogative. La Pac rappresenta lo zoccolo duro dell'Ue, presente con il mondo rurale nel 50% dei nostri territori, ed è alla base della prima industria comunitaria, quella agroalimentare che dà lavoro a 44 milioni di addetti. Ha diritto alla più alta considerazione”.

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