In Piemonte la prima fattoria di insetti italiana

Al suo interno vengono allevati grilli utilizzati per l'alimentazione di animali esotici, ma presto, grazie a una direttiva Ue, si aprirà anche all'alimentazione umana: “Hanno uno straordinario valore proteico. In alcuni Paesi si vendono nei supermercati”

In Piemonte è nato un allevamento molto particolare in cui non si allevano pecore o mucche ma bensì di grilli. L'idea, una novità nel panorama italiano, è nata dalla collaborazione di un gruppo di imprenditori, tra Torino e Cuneo, che ha deciso di puntare su un progetto all'avanguardia: creare la prima entomofarm del Paese. Si chiama Italian Cricket Farm, si trova a Scalenghe, nel Torinese, e alleva insetti destinati per ora all'alimentazione per animali esotici. Ma lo sguardo è rivolto al futuro, a quando il regolamento dell'Unione Europea sul 'novel food', entrato in vigore il primo gennaio 2018, sarà recepito anche in Italia, permettendo la commercializzazione e il consumo di insetti per l'alimentazione umana. Come racconta l'Agi a scommetterci sono i due imprenditori del campo alimentare Silvia Giacosa e Giancarlo Lovera, insieme a Fulvio Brena (consulente) e Fabio Carli (esperto di 'terraristica').

"Ci sentiamo dei pionieri - spiega Silvia Giacosa - l'idea è nata circa due anni fa. Non esistevano allevamenti di questo tipo, se non piccole realtà, con produzioni limitate. A livello industriale siamo gli unici. Ci siamo avventurati in questo settore, abbiamo affrontato molte difficoltà, ma ci crediamo e lavoriamo con entusiasmo". L'obiettivo è arrivare alla produzione di farina di grillo per scopi alimentari, come avviene in molte parti del mondo. "In molti Paesi europei - aggiunge Giacosa - si trova nei supermercati. La commercializzazione di insetti è particolarmente diffusa nel Sud Est asiatico, ma anche negli Stati Uniti dove ci sono allevamenti di tarme della farina e mosche soldato a fini alimentari. La Ue ha deciso che dal 2018 gli insetti possono essere commercializzati in Europa, ma in Italia la normativa non è ancora stata recepita. È una materia nuova, le Asl non sanno come comportarsi".

L'Italian Cricket Farm, in uno stabilimento ampio 3mila metri quadri, produce attualmente 200mila grilli al giorno destinati alla cosiddetta terraristica, ma è pronta ad arrivare a 2 milioni al giorno. La farina di grillo si ottiene dall'essicazione e macinazione dei grilli in una polvere ad alto contenuto proteico. "I grilli hanno uno straordinario valore proteico del 69% - spiega Silvia Giacosa - a differenza delle proteine vegetali, si tratta di proteine complete di alta qualita', contenenti tutti gli amminoacidi essenziali. I grilli sono una fonte ricca di fibre e minerali come il Calcio e il Ferro (oltre il doppio di ferro rispetto agli spinaci), di vitamina B12 e di acidi grassi omega 3. Inoltre, non provocano alcun tipo di allergia. Un bel modo di assunzione potrebbero essere gli integratori alimentari oppure la farina di grillo può essere miscelata alla farina tradizionale per la preparazione di alimenti".

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La velocità di riproduzione dei grilli, il basso impatto ambientale della produzione e le proprietà nutrizionali ne fanno una risorsa importante per contrastare la fame nei Paesi più poveri. Il team dell'Italian Cricket Farm è costantemente al lavoro per sviluppare "quello che in un futuro prossimo sarà considerata la più eco sostenibile fonte proteica del pianeta, come sostengono ormai la maggior parte degli esperti di fama mondiale". "C'è molto interesse - aggiunge Giacosa - ci piacerebbe che il nostro fosse uno stabilimento pilota. Per questo i nostri esperti sono costantemente al lavoro per sviluppare nuove tecniche. Per noi la ricerca è importantissima, collaboriamo con le principali Università in Italia e all'estero".

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