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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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“Stessi prodotti, stessi ingredienti”, stop a cibi e bevande di bassa qualità venduti nell’Est

I diversi gusti dei consumatori non potranno più essere usati come scusa, Coca Cola e bastoncini Findus dovranno essere fatti con la stessa ricetta da Parigi a Praga

Un’ingiustizia per i consumatori mascherata da pratica commerciale. Così è stata giudicata la consuetudine di molte aziende del settore alimentare e della cura del corpo di vendere sugli scaffali dei supermercati di tutta Europa prodotti con lo stesso marchio, ma fatti con diversi ingredienti, in alcune parti di più bassa qualità. Tanto che tale strategia verrà considerata dall’Ue come “ingannevole” ai danni del consumatore e potrà comportare multe fino al 4% del fatturato annuo dell’azienda che ne è responsabile. 

Il problema della qualità differenziata tra prodotti con lo stesso brand in Paesi diversi è stato evidenziato da recenti studi che hanno dimostrato come, in alcuni Stati dell’Est Europa, vengano venduti bastoncini di pesce con meno pesce, pane a fette con meno farina di grano, e aranciate prive di arancia. Persino le bottiglie di shampoo Head&Shoulders, sponsorizzate da molti protagonisti dello sport europeo, avrebbero un contenuto differente a seconda dello Stato in cui vengono acquistate.   Gli eurodeputati, lo scorso settembre, definivano tali pratiche come “un’inaccettabile discriminazione” ai danni dei consumatori.

Con l’accordo raggiunto con i Paesi membri, grazie a una forte spinta di quelli dell’Est Europa, la pratica commerciale sarà giudicata come sleale a tutti gli effetti.  Da tempo l'industria del cibo e dei prodotti per il corpo si era trincerata dietro alla scusa che tali variazioni degli ingredienti non avrebbero alcuna relazione con la qualità del prodotto in vendita. Eventuali differenze, spiegavano i grandi marchi, sarebbero dovute alle diverse preferenze dei consumatori a seconda del Paese europeo, nonché alle diverse circostanze produttive e normative nazionali. Con le nuove regole, i diversi gusti dei consumatori non saranno più considerati una valida giustificazione per la vendita di prodotti con lo stesso marchio, ma con diversi ingredienti o composizione.

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