De Castro: sarà il prossimo Parlamento Ue a decidere sulla riforma della Pac

I parlamentari che saranno eletti a maggio erediteranno le trattative sulla Politica agricola comune. L'eurodeputato Pd: “Bene, è quanto richiesto dalle organizzazioni e cooperative italiane”

La parola definitiva sulla riforma della Politica agricola comune europea sarà al Parlamento che sarà eletto alle elezioni del maggio prossimo. “Oggi è arrivata la conferma - come avevamo sempre detto - che questo Parlamento Ue non ipotecherà la riforma della Pac post 2020, lasciando le mani libere alla futura Commissione e Parlamento europei di rilanciare il confronto sulla base di nuove proposte, come lo hanno chiesto la stragrande maggioranza delle organizzazioni agricole e cooperative italiane”.

Lo ha spiegato in una nota Paolo De Castro, primo vicepresidente della commissione agricoltura dell'Europarlamento commentando “con soddisfazione” la posizione espressa oggi dai coordinatori dei gruppi politici sul calendario della ComAgri per i prossimi mesi. Di fatto, spiega l'eurodeputato Pd, “il Parlamento non si pronuncerà sui due aspetti della proposta di riforma che necessitano di una maggiore valutazione: i Piani strategici che raggruppano il regolamento sui pagamenti diretti agli agricoltori e le norme sullo sviluppo rurale, oltre al regolamento orizzontale sul finanziamento della nuova Pac”. “Procediamo invece con un calendario molto ambizioso - prosegue De Castro - sul testo relativo all'Organizzazione comune dei mercati, lasciando la porta aperta ad un voto all'Assemblea plenaria ad aprile”.

“Insomma la posta in gioco è troppo elevata e i tempi sono troppo stretti per trovare soluzioni condivise su un testo che presenta rischi di rinazionalizzazione della Pac, di distorsioni di concorrenza fra agricoltori, di perdita di competenze per il Parlamento e le regioni europee”, ha concluso De Castro, secondo cui non bisogna dimenticare anche i problemi legati al “finanziamento della Pac di fronte all'incertezza dell'esito della Brexit”.

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