Trump prolunga la tregua con la Cina, rinviato l'aumento dei dazi

Il presidente Usa: "Compiuti sostanziali progressi nei nostri colloqui sul commercio"

È tregua nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato il rinvio dell'aumento - fissato al primo marzo - dei dazi sui prodotti del colosso asiatico, in considerazione dei progressi compiuti nei colloqui tra delegazioni dei due Paesi. "Sono lieto di riferire che gli Stati Uniti hanno compiuto sostanziali progressi nei nostri colloqui sul commercio con la Cina su questioni strutturali importanti che includono la protezione della proprietà intellettuale, il trasferimento di tecnologia, l'agricoltura, i servizi, la valuta, e molte altre questioni”, ha annunciato con un tweet.

Quale risultato di questi colloqui “molto produttivi”, ha quindi comunicato, “rinvierò l'aumento dei dazi da parte americana ora fissato al primo marzo”, data oltre la quale la Casa Bianca avrebbe potuto alzare dal 10% al 25% i dazi su importazioni per 200 miliardi di dollari l'anno. Ribadita anche l'intenzione, già espressa venerdì, di mettere in piedi in breve tempo un incontro al vertice che sia risolutivo. "Supponendo che entrambe le parti facciano ulteriori progressi, organizzeremo un summit per il presidente Xi e me, a Mar-a-Lago, per stringere un accordo", anticipa ancora attraverso la piattaforma social l'inquilino della Casa Bianca, per poi confermare, durante un meeting con i governatori statunitensi, che "ci stiamo molto, molto avvicinando" a un accordo.

Dalla parte cinese, intanto, l'agenzia ufficiale Xhinhua scrive a suo volta di "sostanziali progressi" raggiunti negli ultimi due giorni in quel di Washington, dove le due parti hanno fatto passi avanti su "questioni specifiche" come i trasferimenti di tecnologia, la protezione della proprietà, l'agricoltura, i servizi e le valute. Cioè gli stessi punti citati da Trump nel suo tweet.

A esprimere qualche timore sono però le imprese europee, perplesse per la rapidità con la quale la legge che dovrebbe porre fine ai trasferimenti tecnologici forzati per chi investe in Cina potrebbe essere approvata. "Siamo preoccupati che la stesura della legge sugli investimenti esteri stia venendo schiacciata tra il processo legislativo normale e il tavolo delle trattative con gli Stati Uniti", afferma Mats Harborn, presidente della Camera di Commercio della Ue in Cina, chiedendo che venga concesso un periodo appropriato per le consultazioni, visto che "questa legge avrà importanti conseguenze per tutte le aziende straniere in Cina nel futuro prossimo". La norma dovrebbe infatti essere votata tra il 5 e il 10 marzo, dopo che la prima bozza è stata presentata lo scorso 23 dicembre. Una fretta che rischia di lasciare poco tempo agli imprenditori per sollevare eventuali obiezioni.

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