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Lunedì, 5 Dicembre 2022
La sfida legale

Due aziende agrochimiche portano l'Ue in tribunale per aver vietato i loro pesticidi

Sono stati banditi nel 2020 perché potenzialmente pericolosi per lo sviluppo dei bambini e capaci di modificare il Dna

Le aziende agrochimiche non si arrendono e portano in tribunale l'Unione europea. Al centro della battaglia legale c'è il divieto di utilizzo del clorpirifos e del clorpirifos-metile, pesticidi micidiale per insetti e vermi, ma dal profilo potenzialmente pericoloso anche per la salute umana. La discussione si svolgerà dinanzi alla Corte di giustizia europea e Bruxelles dovrà difendere innanzitutto la validità del parere scientifico che ha indotto gli Stati membri a vietarne l'uso dal 2020.

La sfida legale è stata intrapresa dalle aziende agrochimiche Ascenza Agro, con sede in Potogallo, e Industries Afrasa, con sede in Spagna. Entrambre accusano l'Ue di aver basato il divieto su “una valutazione del rischio incompleta”. La Commissione europea, che aveva proposto di bannare questi prodotti, è stata imputata anche per “scarsa trasparenza”, illegittimo ricorso al principio di precauzione e al metodo del read-across, cioè l'accorpamento di sostanze distinte ma analoghe.

Le sostanze e i rischi

Il Clorpirifos è un pesticida usato per uccidere parassiti, tra cui insetti e vermi ed viene utilizzato su colture, animali ed edifici. In agricoltura viene utilizzato per proteggere soprattutto agrumi ed ortaggi, come pure nei magazzini di cerali e nelle vigne. Il suo spettro d'azione è quindi molto ampio. Alla stessa famiglia appartiene il clorpirifos-metile. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, a seguito di un'esposizione a tali prodotti che superi i livelli raccomandati, possono esserci effetti negativi sui sistemi neurologici, disordini persistenti dello sviluppo e disordini autoimmuni. Durante la gravidanza possono danneggiare lo sviluppo mentale dei bambini.

Il voto del 2019

Alla fine del 2019 i rappresentanti degli Stati membri europei hanno votato a favore di una proposta della Commissione europea di vietare questo pesticida nel mercato dell'Ue. Erano stati 19 i voti a sostegno del divieto, con l'opposizione di Portogallo e Grecia e l'astensione dell'Italia. A preoccupare sia le questioni relative alla neuro-tossicità dello sviluppo sia i potenziali danni al Dna (geno-tossicità). Alla base della decisione c'erano le due dichiarazioni scientifiche con cui si era espressa l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), concludendo che i criteri di approvazione per preservare la salute umana non erano soddisfatti dalle due sostanze. A gennaio 2020 erano stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale Europea i due regolamenti volti a revocare le registrazioni dei prodotti fitosanitari contenenti clorpirifos e clorpirifos metile. Dato che durante il processo di rinnovo dei permessi risultavano scarsi i dati sul clorpirifos-metile, mentre gli studi disponibili presentavano evidenze “equivoche”, le autorità si sono basate sui dati disponibili per il primo composto per colmare le lacune informative sul secondo, facendo ricorso al cosiddetto approccio read-across, per concludere la propria valutazione.

Profili tossicologici

L'Ue verrà sostenuta dai governi francese e danese, che dovrebbero comparire in tribunale a sostegno della decisione contestata, come pure l'Alleanza per la salute e l'ambiente (Health and Environment Alliance, HEAL). I suoi esperti sono convinti della validità della valutazione scientifica che ha determinato l'esclusione di questi pesticidi dall'agricoltura degli Stati membri. "Ad oggi, le prove scientifiche disponibili sul clorpirifos-metile confermano le preoccupazioni relative all'impatto sullo sviluppo cerebrale dei bambini e alla geno-tossicità. La normativa europea sui pesticidi impone ai richiedenti di dimostrare la sicurezza delle loro sostanze, obbligo che in questo caso non è stato rispettato”, ha commentato Natacha Cingotti, responsabile del programma Salute e sostanze chimiche di Heal. “Fino a quando tale dimostrazione non verrà effettuata, le autorità dell'Ue non possono e non devono essere biasimate per aver adottato approcci prudenti al rinnovo di sostanze pesticide ampiamente utilizzate e potenzialmente in grado di causare gravi implicazioni per la salute della popolazione di oggi e delle generazioni future, come nel caso del clorpirifos-metile", ha precisato Cingotti. Secondo gli studiosi entrambe le sostanze appartengono alla stessa famiglia di organofosfati, presentando profili tossicologici simili e il medesimo meccanismo d'azione. Le proprietà e gli effetti del clorpirifos risultano più documentati rispetto a quelli del clorpirifos-metile. In ogni caso le prove scientifiche disponibili per entrambe le sostanze sollevano alle stesse preoccupazioni, dato che potrebbero influenzare in modo significativo e irreversibile la salute e il benessere di un individuo nel corso della vita.

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