In Europa aumentano gli integratori contraffatti, rischi per la salute

Dovrebbero essere naturali ma sono addizionati con sostanze non ammesse. Crescono le segnalazioni di reazioni avverse

Il fenomeno "della contraffazione degli integratori alimentari, presentati come prodotti naturali, ma addizionati di sostanze non ammesse e principi attivi farmaceutici, è in continua crescita e rappresenta, pertanto, un problema emergente di salute nel mercato dell'Unione Europea". Lo sottolinea il rapporto pubblicato dall'Istituto superiore di sanità (Iss) con i risultati del progetto europeo Askelepios.

Metà degli italiani usano integratori

"Si stima che circa il 50% degli italiani e il 30% degli europei faccia uso di integratori alimentari - sottolinea il report - In particolare, gli integratori per il controllo del peso e quelli per il potenziamento sessuale sono molto utilizzati anche dai giovani". Inoltre, si è "notevolmente sviluppato" il mercato degli integratori energizzanti, utilizzati allo scopo di aumentare le performance atletiche, e degli integratori nootropici, per migliorare le prestazioni nello studio o nel lavoro intellettuale.

Body building shop

I negozi dove è stato trovato un considerevole numero di prodotti non conformi alla normativa sono stati i body building shop. "La severa regolamentazione europea relativa ai medicinali e l'inasprimento delle sanzioni per il reato di falsificazione dei medicinali hanno indotto - sottolinea il documento - la criminalità organizzata a orientarsi verso la commercializzazione di prodotti illegali e contraffatti, presentati come integratori alimentari, che possono essere fabbricati a basso costo ed essere venduti liberamente anche online, e che, quindi, comportano rischi inferiori e sono, al tempo stesso, in grado di produrre elevato profitto".

Esami in tutta Europa

Il progetto Asklepios è coordinato per l'Italia dai Nas del Comando Carabinieri per la tutela della salute, ha visto coinvolto l'Iss in collaborazione con il ministero della Salute. Dai Paesi Ue partecipanti allo studio sono pervenuti 99 campioni, di ognuno dei quali è stata effettuata l'analisi visuale e la valutazione dell'etichettatura; 75 campioni, effettivamente appartenenti alla categoria degli integratori alimentari, sono stati sottoposti ad analisi utilizzando un metodo di screening qualitativo per la ricerca di sostanze illegali e non dichiarate. "I risultati analitici hanno permesso di identificare le principali problematiche degli integratori alimentari venduti per la riduzione del peso nel mercato legale europeo. Dei 99 campioni pervenuti, solo 12 contenevano sostanze non ammesse negli integratori (15% dei campioni analizzati)", riporta il documento. In circa il 20% dei campioni non erano riportate in etichetta le informazioni obbligatorie richieste dalla normativa (direttiva 2002/46/Ce). Inoltre nel 16% dei campioni erano presenti in etichetta indicazioni non conformi alla normativa e non permesse. Il nome botanico/scientifico e la parte usata della pianta non erano riportate nel 50% dei campioni pervenuti.

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