Autorità tedesche nella bufera, la listeriosi uccide tre persone

Le prime segnalazioni sulla carne contaminata risalgono a inizio agosto. Ma la produzione presso gli stabilimenti Wilke è andata avanti fino a ottobre, così come la vendita in 21 Paesi Ue con 13 marchi diversi

È di tre morti il bilancio provvisorio del focolaio di listeriosi che si è verificato in Germania. La malattia infettiva, potenzialmente letale per l’uomo, viene trasmessa da un batterio presente negli alimenti contaminati, la cui origine sarebbe riconducibile a uno stabilimento di carne di proprietà della Wilke. E mentre 37 persone sono ancora sotto osservazione, le critiche delle associazioni di consumatori e dell’opinione pubblica si stanno concentrando sulle autorità, colpevoli di non aver fermato la produzione e la vendita dei salumi provenienti dallo stabilimento contaminato, nonostante fosse già stata accertata la presenza del batterio. 

Cibo pericoloso in circolazione

La carne contaminata sarebbe stata distribuita in 21 Paesi Ue, e tanti altri fuori dall’Europa, e venduta da 13 marchi diversi. L’attività dello stabilimento è stata interrotta solo a inizio ottobre, mentre le prime segnalazioni sulla presenza del batterio Listeria monocytogenes nei prodotti Wilke risalgono al 12 agosto. Al momento, sono in corso le indagini a carico dell’amministratore delegato dell’impresa che produce salsicce e salumi.

Le ispezioni

Nei mesi di agosto e settembre, le autorità tedesche avevano condotto due ispezioni presso gli stabilimenti oggi posti sotto sequestro. Il secondo accertamento aveva convinto le autorità che l’impresa avesse eliminato ogni minaccia per i consumatori, dovuta a problemi igienici del processo di trasformazione. 

Le contromisure

Pochi giorni dopo, in seguito a nuove segnalazioni, è arrivato lo stop la produzione e sono stati ritirati dal mercato i prodotti contaminati non ancora venduti. 

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