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Sabato, 26 Novembre 2022
Salute

Influenza aviaria: sedici milioni di polli abbattuti in Francia

Il Ministero dell'Agricoltura comunica i dati, con 1.364 fattorie contaminate. Il virus sta mutando: quest'anno i polli sono più colpiti delle anatre e le varianti facilitano trasmissione agli umani

Una vera e propria mattanza. Dall'inizio dell'esplosione di focolai di influenza aviaria lo scorso novembre, il Ministero dell'Agricoltura francese ha calcolato che 16 milioni di polli sono stati abbattuti. Si tratta di un numero record sul territorio, come ammesso dagli stessi rappresentanti del dicastero: "Il picco dell'epidemia è stato superato alla fine di marzo e l'epidemia sta rallentando". Dal 2015 questa è la quarta ondata che sta affrontando l'Europa. L'unica soluzione finora è sempre stata quella di una sorta di eutanasia di milioni di animali per evitare che i contagi si espandano ad altri allevamenti.

Sono 1.364 le fattorie d'Oltralpe contaminate dal virus, da quando il primo caso è stato segnalato nel nord della Francia alla fine di novembre. Particolarmente colpita è la Vandea e i dipartimenti vicini, con oltre ottocento focolai. In queste zone le autorità stanno svuotando le fattorie con la macellazione di massa di animali malati, come pure di quelli sani come misura preventiva. "Si tratta principalmente di gallus - una varietà di pollo – ad essere colpiti", ha annunciato il ministero rispetto a questa ondata. Si tratta di un elemento di novità rispetto al passato, visto che le crisi di influenza aviaria di solito erano limitate al sud-ovest della Francia, in particolare agli allevamenti di anatre per la produzione di foie gras. L'anno scorso, quasi 500 focolai erano stati segnalati negli allevamenti e 3,5 milioni di animali, soprattutto anatre, erano stati abbattuti.

L'influenza aviaria è una malattia tipicamente stagionale. Portata dagli uccelli migratori dall'Asia, di solito inizia a svilupparsi in ottobre in Europa e continua fino ad aprile. Per la prima volta quest'anno gli uccelli selvatici hanno infettato le fattorie durante la loro migrazione di ritorno dai Paesi del Sud, determinando una seconda ondata, che sta finendo solo ora. Il problema riguarda l'Europa intera, che sta vivendo la più vasta epidemia di aviaria della sua storia, come ha certificato già a gennaio il Friedrich-Loeffler-Institute (Fli), la principale organizzazione federale tedesca di ricerca sulla salute degli animali. I principali focolai sono scoppiati, oltre che in Francia, in Italia e in Germania. Tutti hanno optato per l'abbattimento di decine di milioni di uccelli e per restrizioni commerciali.

Di base, l'influenza si trasmette solo tra volatili, ma si stanno lentamente diffondendo anche casi di infezione agli essere umani. Solo pochi giorni fa la Cina ha confermato il primo caso conosciuto di contagio umano del nuovo ceppo H3N8 di influenza aviaria. Ad essere colpito è stato un bambino di quattro anni della provincia centrale di Henan, ricoverato in ospedale a inizio aprile a causa di febbre e altri sintomi. Il bambino vive con la sua famiglia che alleva polli in casa. L'Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie) aveva lanciato un allarme, sostenendo che la trasmissione agli esseri umani stava diventando più probabile, sia in Asia che in Europa, causa dell'emergere di una molteplicità di varianti.

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