"Carne contaminata venduta sul mercato", l'allarme degli ispettori sanitari europei

Secondo l'associazione che riunisce alcuni enti di vigilanza alimentare di Ue e Regno Unito, sempre più carcasse di suini e pollame a rischio verrebbero immesse nella filiera agroalimentare per finire nei prodotti trasformati. Il dito puntato sul calo dei controlli da parte degli Stati e sulla legge comunitaria

Il trend va avanti da anni, ma l'emergenza del Covid-19 ha peggiorato la situazione: i controlli lungo la catena alimentare sarebbero diminuiti un po' in tutta Europa. E quando vengono fatti, sarebbero meno approfonditi che in passato. Con il risultato che quantitativi crescenti di carne contaminata sarebbero stati venduti sul mercato. A denunciarlo non è un'organizzazione ambientalista, ma la Ewfc, associazione che riunisce alcune delle autorità nazionali di vigilanza alimentare d'Europa, tra cui quelle di Germania e Francia. 

Secondo gli ispettori europei, i consumatori sarebbero esposti a "rischi evitabili" in quanto i dati dimostrerebbero un calo nei controlli sanitari su suini e pollame in tutta l'Ue e nel Regno Unito. Inoltre, l'Ewfc contesta alcune lacune presenti nella legislazione Ue, in particolare in seguito a una riforma del 2014, in base alla quale si è passati da "un'ispezione approfondita a una sola visuale", dice Ron Spellman, vice segretario dell'Ewfc. "Gli ispettori hanno smesso di tagliare i linfonodi nelle teste dei suini, che sono noti per contenere ascessi e lesioni da tubercolosi - dice in una dichiarazione riportata dal quotidiano The Guardian - Con i sistemi precedenti, le teste lesionate non sarebbero entrate nella filiera di produzione, mentre ora la carne (contaminata, ndr) viene macinata per fare salsicce e sformati di carne, spargendo il pus degli ascessi e il materiale della tubercolosi in tutti questi prodotti". Nonostante la legge Ue, la stessa autorità europea per la sicurezza alimentare (l'Efsa di Parma) "ha osservato che le incisioni di routine su tutte le teste dei suini" senza dei test preventivi sulla presenza di malattie "portano a una contaminazione incrociata tra le carcasse che è meglio evitare", insiste Spellman.

La denuncia dell'Ewfc arriva proprio nei giorni in cui la Germania ha reso noto la presenza della pesta suina sul suo territorio. Diversi casi di tale malattia sono da tempo segnalati in altri Paesi d'Europa, mentre le condizioni di alcuni macelli sono state di recente attaccate perché favorirebbero la diffusione del Covid-19. In tutti questi casi, più o meno collegabili tra loro, il minimo comune denominatore è la carenza di controlli, almeno stando alle accuse degli ispettori sanitari.

Tale carenza, secondo quanto spiega un portavoce della Commissione europea al Guardian, sarebbe imputabile ai singoli Stati membri e non alle leggi Ue: “L'Unione europea mantiene alcuni dei più alti standard di sicurezza alimentare al mondo. L'autorità europea per la sicurezza alimentare fornisce consigli e pareri scientifici di esperti, mentre le autorità nazionali sono responsabili di effettuare ispezioni in conformità con la legislazione sui controlli". Per quanto riguarda la normativa che, secondo l'Ewfc, avrebbe reso meno stringenti i controlli, il portavoce ricorda che "qualsiasi carne con lesioni indicanti una malattia animale come la tubercolosi, o ascessi o qualsiasi alterazione patologica o organolettica, deve essere considerata non idonea al consumo umano e non deve essere immessa sul mercato". Il problema è quando queste lesioni non sono visibili a occhio nudo o sfuggono alla vista.

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